di Daniele Bovi
Un sì non all’unanimità e con diverse riserve. Martedì all’aeroporto San Francesco si sono riuniti i soci di Sase (la società che gestisce lo scalo) con all’ordine del giorno l’approvazione del nuovo piano industriale 2022-2024. Il documento è passato con un no pesante – quello del Comune di Perugia – e i sì con diversi dubbi della sindaca di Assisi Stefania Proietti e di Sviluppumbria, l’agenzia della Regione che dopo il riassetto detiene l’80 per cento delle quote.
TUTTI I DETTAGLI DEL PIANO INDUSTRIALE
No di Perugia Al centro del documento ci sono anche le risorse che vengono chieste ai soci per alimentare il piano nel prossimo triennio: per il Comune di Perugia si parla di 280 mila euro all’anno e per quello di Assisi 220 mila. In assemblea l’assessore Gabriele Giottoli ha motivato il no di Palazzo di Priori spiegando che a causa dell’aumento dei costi energetici che impattano sul bilancio, non si può far altro che aspettare l’assestamento di bilancio: a luglio, quindi, si vedrà se ci saranno o no le risorse; per ora quello del Comune è un no pronunciato con dispiacere.
Sì con riserva Proietti invece da qualche tempo ha affidato il dossier all’avvocato perugino Giuseppe Caforio. Da parte di Assisi è stato espresso un sì con riserva: Proietti ha criticato il modus operandi utilizzato per arrivare il piano, sottolineando che bisogna investire ma che occorreva anche coinvolgere i soci nell’elaborazione del documento e delle strategie. A non convincere la sindaca è anche il mancato recepimento di alcune istanze relative allo sviluppo del turismo religioso e all’apertura verso gli Stati Uniti. Quanto ai soldi chiesti, Proietti ha spiegato che insieme al consiglio comunale in futuro deciderà il quando e il quanto.
Sviluppumbria e cda Una serie di sottolineature sono arrivate anche da Sviluppumbria: l’amministratrice unica Michela Sciurpa ha letto un testo in cui, pur esprimendo voto favorevole, l’agenzia chiede un maggior coinvolgimento dei soci da parte del cda. E proprio per quanto riguarda il consiglio di amministrazione, vanno registrate le dimissioni – comunicate martedì – di Ilaria Caporali, che ha parlato di motivi di lavoro. Per il suo posto in queste ore circola il nome dell’avvocatessa Fabrizia Renzini, che nel 2019 ha sostenuto la corsa della candidata sindaca Catia degli Esposti, la leghista poi sconfitta da Paola Lungarotti.
La conferenza Terminata l’assemblea la presidente della Regione Donatella Tesei e quello di Sase Stefano Orazio Panato hanno tenuto una conferenza stampa in cui sono stati affrontati alcuni dei temi relativi al piano. Se nel documento si parla dell’attivazione di Berlino nel 2023, Tesei ha sottolineato che si punta a un collegamento con la Germania che funga «da secondo hub internazionale»; un ruolo che, più di Berlino, potrebbe essere ricoperto da Monaco di Baviera o Francoforte, con il primo scalo che – stando ad alcune indiscrezioni – potrebbe diventare il nuovo socio privato di Sase.
Le rotte In tema di rotte Tesei ha ricordato che sono 16 (10 internazionali e 6 nazionali) quelle attivate, compreso «un hub internazionale del calibro di Londra Heathrow, vera porta degli Usa e del Sud Est asiatico, servito con una delle compagnie più prestigiose del mondo la British Airways». Secondo le indicazioni fornite in assemblea dalla Regione, vanno rafforzate anche la stagione invernale e il ruolo di Wizzair, l’altra compagnia low cost che opera a Perugia oltre a Ryanair. Nel complesso ci sono «un obiettivo di 300 mila passeggeri – che sarebbe record di sempre nonostante la guerra in Europa – e il pareggio di bilancio. Sono risultati prospettici eccezionali per il 2022». Per il futuro, nel mirino c’è poi sempre la realizzazione della stazione ferroviaria a Collestrada.
La legge Martedì intanto in consiglio regionale è arrivato il via libera al disegno di legge della giunta con cui, nei prossimi tre anni, verranno destinati allo scalo 12 milioni di euro: «Siamo passati dalle parole ai fatti – ha detto Tesei – perché consideriamo strategico lo scalo per il rilancio economico e in particolare per il turismo della regione». «La legge – ha detto Panato – ci assicura la stabilità della programmazione fatta, mentre il piano industriale approvato è ambizioso e realizzabile, con il periodo pasquale che ci ha visto tornare ai numeri pre-Covid».
