C’è l’ok della Regione Umbria allo schema di convenzione operativa tra l’ente e Rse S.p.A. per la gestione strategica delle grandi derivazioni idroelettriche. L’accordo affida alla società un incarico di consulenza tecnico-economica volto a definire nuovi modelli di gestione e a redigere i necessari piani finanziari e industriali.

La collaborazione nasce per attuare la normativa regionale e supportare gli impegni assunti nell’Accordo di programma Ast per il sito di Terni. La convenzione prevede un compenso di 139.000 euro a favore di Rse. Le attività devono essere completate entro tre mesi (salvo proroghe comunque previste) a decorrere dalla sottoscrizione della convenzione e dalla ricezione dei dati tecnici d’impianto relativi al ‘caso-pilota’.

Le attività specifiche sono articolate in quattro aree principali: analisi delle criticità tecnico-amministrative e gestionali; identificazione di scenari e modelli di impresa pubblico-privata per attuare l’Accordo di programma Ast, focalizzandosi sulla risoluzione di problematiche energetiche e ambientali; ottimizzazione della filiera idroelettrica per gestire gli asset impiantistici; fattibilità tecnico-economica della concessione e delle linee guida del piano industriale. Rse, nello svolgimento di tale incarico, ha il compito di operare in stretto coordinamento con il Gruppo di lavoro interdirettoriale regionale e con l’Advisor giuridico-amministrativo, garantendo al contempo la massima riservatezza sui dati industriali sensibili trattati.

L’operazione rientra a pieno titolo in uno degli impegni assunti dalla Regione in fase di firma dell’intesa al Ministero. Uno dei temi cruciali dell’accordo, infatti è quello di ‘rendere ambientalmente ed economicamente sostenibili i costi energetici della fabbrica, tenuto conto che ciò costituisce un requisito per la produzione competitiva di acciaio inossidabile e magnetico’. Come promesso, dunque, con questo incarico Palazzo Donini si impegna a valutare forme di gestione mista pubblico-privata per le concessioni energetiche. Rse è chiamata infatti a proporre modelli di impresa idonei a incorporare gli asset impiantistici e ad assumere la responsabilità complessiva della gestione della filiera idroelettrica regionale.

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