di M.R.

Entrerà in vigore il prossimo luglio il nuovo sistema di salvaguardia dell’acciaio Ue, approvato recentemente dal Parlamento europeo, che riduce in modo netto le importazioni senza dazi.

La quota dei prodotti siderurgici in entrata sarà limitata a 18,3 milioni di tonnellate l’anno, il 47% in meno rispetto ai livelli del 2024. Oltre quota, o per i prodotti non coperti dal sistema, scatterà un dazio del 50%, contro l’attuale 25%. La misura è stata pensata da Strasburgo a protezione e valorizzazione del settore, ritenuto strategico. Il provvedimento adottato dell’Ue nasce come risposta alla sovracapacità globale; l’obiettivo è impedire che l’Europa diventi lo sbocco naturale dell’acciaio in eccesso prodotto altrove. Tuttavia si tratta di un provvedimento per tanti versi sfidante. Nel testo, approvato con ampia maggioranza, si legge infatti che l’Unione si impegna a garantire redditività, resilienza e sostenibilità a lungo termine. Ma sarà davvero una missione possibile?

La riflessione nasce da un esempio locale: l’acciaieria Arvedi-Ast di Terni, infatti, non ha fatto mai mistero del ricorso sovente a semilavorati asiatici. Con l’introduzione delle nuove regole, per il sito di viale Brin, importare bramme dall’Indonesia potrebbe non essere più conveniente. La scelta, tuttavia, era dettata dall’esigenza di compensare elevati costi energetici a più riprese lamentati dalla direzione aziendale Ast, nonché dalle frequenti difficoltà di reperire rottami. Sarà dunque su questi due filoni, in particolare, che la politica europea dovrà muoversi a questo punto per l’industria siderurgica.

Sul punto e su altri aspetti del futuro della fabbrica ternana, potrebbe essere utile il confronto al ministero delle Imprese e del Made in Italy: le forze sindacali attendono ormai da qualche mese una risposta alla richiesta di aggiornamento sull’attuazione dell’Accordo di programma, sottoscritto, dopo lunghi e faticosi tempi, un anno fa al Mimit. Come risponderà Arvedi, nello stabilimento Ast, alle nuove regole Ue sulle importazioni di semilavorati, sembra tutt’altro che secondario.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.