di M.R.
Un industriale siderurgico di fama mondiale e un colosso dell’energia come Eni, per un rilancio tutto italiano del sito ex Ilva di Taranto, un’idea che ha solleticato gli entusiasmi di molti nelle ultime ore, tanto più considerato che da un sondaggio di Federmeccanica è emerso che l’83,6% degli italiani pensa che quella acciaieria andrebbe rilanciata. Di questi, l’85,7% è dell’idea che la proprietà dovrebbe restare italiana.
Arvedi, tirato in ballo a più riprese per poter giocare un ruolo da protagonista nella partita, ha sin qui giocato sempre in posizione defilata e ora che il quotidiano Domani parla di un dossier consegnato al governo, più credibile delle proposte di Flacks group e Jindal, il gruppo cremonese, già proprietario anche di Acciai speciali Terni, tende a smentire. Nessuna nota ufficiale ma, interpellate fonti vicine al Cavaliere, la presa di distanza da tale ricostruzione è netta.
Ancor più marcata la smentita del gruppo Eni, resa al Corriere di Taranto, secondo la quale il gruppo del cane a sei zampe avrebbe solamente in corso interlocuzioni di tipo commerciale per valutare possibili forniture di gas.
