Robert De Niro nei panni di Noodles
Robert De Niro nei panni di Noodles

di Gordon Brasco

Chi mastica un po’ di cinema non può non ricordare la trentasettesima edizione di Cannes: gli annuari del cinema celebrano Wim Wenders e il suo Paris, Texas ma per noi italiani quel maggio del 1984 è solo per il grande regista Sergio Leone. C’era una volta in America era un film fuori concorso ma irruppe nella sala lasciando il pubblico attonito, rapito dalle avventure di Noodles e Max. Poi si accesero le luci e fu una standing ovation indimenticabile, soprattutto per Leone che riceveva così uno dei riconoscimenti più importanti della sua carriera, perché più di qualsiasi premio, trofeo o targa quello che Leone desiderava più di tutto era l’emozione del pubblico, l’applauso…che in fin dei conti è il massimo tributo che i  sognatori di cinema danno a colui che li fa sognare.

La proiezione a New York Prima che a Cannes C’era una volta in America fu proiettato a New York, il 17 febbraio del 1984 ma non fu un successo, il film era un pezzo della loro storia raccontata da un regista che comprendevano a malapena, con uno stile controverso e difficile, in quei giorni per loro era meglio affidarsi alle musiche di Footloose che a quelle di Morricone. C’è da dire che poi gli americani ritrovarono il lume della ragione, tardi forse, ma il genio di Sergio Leone era così, un lento scavare che tracciava un percorso tutto suo, come un fiume che cerca la strada per il mare.

Fatto per il cinema Riportare nelle sale un caposaldo del cinema ha senso? Per noi sicuramente sì: primo perché Sergio Leone aveva immaginato tutti i suoi film per il cinema, quindi i dettagli, gli sguardi, le musiche, sono tutte pensate per poter essere apprezzate sul grande schermo e non certo in un salotto di casa. Secondo perché per la prima volta ritroviamo ben 25 minuti di girato inedito che Leone per forza di cose fu costretto a tagliare. Il lavoro finale era di circa 10 ore, Leone prima fu tentato di spezzare il film in due parti per non rinunciare a nulla, poi le pressioni di chi gli stava accanto lo convinsero a usare le forbici. Tantissime le scene assolutamente cult che ritroverete nella pellicola restaurata: Louise Fletcher che incontra Noodles al cimitero di Riverdale, l’incontro con Williams il sindacalista diventato oramai un politico il cui dialogo secondo Leone doveva servire a riassumere tutta la parabola della vita criminale di Max. Ma soprattutto c’è la scena di De Niro che ammira la bella Deborah mentre recita nell’Antonio e Cleopatra capendo finalmente quanto la ragazza che aveva conosciuto da bambina aveva sacrificato della sua vita per arrivare a quel successo, una scena a cui Sergio Leone teneva moltissimo perché fu una delle poche volte che si concesse di fare «del teatro» e poi spiega ancor meglio la visita successiva di Noodles nei camerini.

Un’ottica nuova La versione restaurata ci concede anche la possibilità di guardare il film secondo un’ottica nuova, quella che per tanti anni ha accompagnato C’era una volta in America, ovvero la «Teoria del Sogno»…una ragione in più per chi non ne avesse mai sentito parlare per concedersi una serata al cinema. Secondo i fautori della Teoria del Sogno tutto il film non sarebbe altro che una visione provocata dai fumi dell’oppio: Noodles apre e chiude il film fumando, la storia inizia con la musica di «God Bless America» e nella scena finale le automobili con la gente che festeggia sono del 1930 e suonano la stessa canzone, infine il sorriso di Noodles nel finale sarebbe il sollievo di aver appunto «solo sognato». Lo stesso Sergio Leone affrontò la Teoria del Sogno e disse che Noodles, grazie all’oppio, aveva avuto una visione del suo futuro ma ci tenne a sottolineare che parlava solo a titolo personale e che non era quella la lettura «ortodossa» del film.

Andate al cinema Contro la Teoria del Sogno tantissimi si sono prodigati in saggi e libri opponendo sfasamenti temporali che il «sognatore Noodles» non sarebbe stato in grado di conoscere nel 1930 (come per esempio la musica dei Beatles o la presenza della televisione). Chi ha ragione? Andate al cinema e fatevi un’opinione ma quando vi alzate ricordatevi di applaudire se il film vi è piaciuto, è il miglior modo per ricordare uno dei registi più ispirati che il nostro cinema abbia mai avuto. Il film sarà trasmesso al The Space Cinema di Corciano e Terni da giovedì a domenica con inizio alle 19.50 a Corciano e alle 20.30 a Terni.