di M.T.
Ventesima edizione del festival internazionale del giornalismo a Perugia, un compleanno di maturità piena che quest’anno accende i riflettori sulla censura nei conflitti. E’ la giornata di apertura che concentra sfide logistiche e organizzative, ma anche attesa e trepidazione tra i tanti giovani. giovanissimi giunti nel capoluogo umbro, affascinati dal giornalismo e attratti dall’occasione di viverlo in maniera intensa in questi giorni. Sono più che consapevoli di incontrare i principali protagonisti dell’attualità giornalistica internazionale nel perimetro ristretto del centro storico perugino, mettendo in fila e in coda, i tantissimi appuntamenti a cui ognuno ha in programma di partecipare.
Con l’apertura della ventesima edizione del Festival internazionale del giornalismo, la città entra subito nel vivo di una programmazione che, già dalla prima giornata piena, concentra alcune tra le figure più influenti del panorama globale dei media.
Dopo il warm-up inaugurale, il 16 aprile segna il passaggio alla fase più densa del festival, con una sequenza di incontri che mettono insieme inchiesta, nuovi linguaggi, conflitti e trasformazioni tecnologiche. Tra i protagonisti più attesi c’è Yuval Abraham, regista premio Oscar e giornalista investigativo, che interviene sul tema della censura israeliana e del controllo dell’informazione a Gaza in un contesto segnato dall’uso crescente dell’intelligenza artificiale e degli strumenti open source. Accanto a lui, un panel di reporter e analisti che lavorano direttamente sui dati e sui teatri di guerra.
Il tema dei conflitti attraversa anche altri appuntamenti della giornata, come quello dedicato alla disinformazione nei contesti bellici, con testimonianze da Congo, Siria e Ucraina. Un confronto che evidenzia come la verifica delle informazioni sia diventata parte integrante delle operazioni sul campo, non più solo attività giornalistica ma infrastruttura strategica.
Tra le presenze simboliche torna a Perugia Maria Ressa, premio Nobel per la Pace 2021, da anni punto di riferimento globale nella difesa della libertà di stampa. Il suo intervento si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra piattaforme digitali, democrazia e diffusione della disinformazione, uno dei fili conduttori dell’edizione 2026.
Ampio spazio anche al caso Epstein, con incontri che mettono a confronto giornalisti investigativi e testimoni diretti. Tra questi Amy Wallace, autrice e ghostwriter del memoir postumo di Virginia Giuffre, e Jess Michaels, sopravvissuta agli abusi e oggi attivista. Un terreno che incrocia informazione, responsabilità dei media e narrazione pubblica delle vittime.
Sul fronte dell’innovazione, uno degli appuntamenti più attesi è quello dedicato ai “contenuti liquidi”, concetto che descrive un’informazione sempre più dinamica, personalizzata e guidata dagli algoritmi. A discuterne sono figure di primo piano provenienti da alcune delle principali redazioni internazionali, in un confronto che fotografa un cambiamento già in atto nelle modalità di produzione e distribuzione delle notizie.
Sempre in questa direzione si inserisce l’incontro con Dave Jorgenson, volto del canale TikTok del Washington Post, che rappresenta una delle espressioni più evidenti del giornalismo nativo delle piattaforme. Il suo dialogo con esponenti dei media tradizionali mette a fuoco la transizione in corso tra modelli editoriali consolidati e nuovi linguaggi.
Tra le novità di questa edizione c’è anche la crescente centralità dei format dal vivo e dei creator-led media. Ne è un esempio la puntata speciale di “The Rebooting”, il live show guidato da Brian Morrissey, che porta sul palco il tema della sostenibilità economica del giornalismo indipendente e delle nuove forme di relazione diretta con il pubblico.
Il festival ospita inoltre, per il quarto anno consecutivo, l’anteprima della shortlist dello European Press Prize, confermandosi come uno degli snodi principali del giornalismo europeo.
La giornata si chiude con una presenza significativa anche sul piano nazionale. In serata sono attesi Mario Calabresi e Francesca Mannocchi, due tra le voci più riconoscibili del giornalismo italiano contemporaneo, protagonisti di un confronto che si inserisce nel quadro generale di riflessione sul ruolo dell’informazione tra reportage, racconto dei conflitti e rapporto con il pubblico.
Il programma guarda già alla seconda giornata, venerdì 17 aprile, quando il festival entra ulteriormente nel vivo. È annunciata una concentrazione ancora più ampia di ospiti internazionali, con incontri dedicati all’evoluzione dei modelli editoriali, all’intelligenza artificiale applicata al giornalismo, alle nuove forme di censura e al ruolo crescente delle piattaforme nel determinare visibilità e accesso alle notizie. Una giornata che prosegue nel solco già tracciato: quello di un festival che, a vent’anni dalla nascita, si conferma come uno dei principali osservatori globali sulle trasformazioni dell’informazione.
