di Massimo Colonna
Vampirismo affettivo, dipendenza sessuale e un bambino chiuso in una gabbia. Il tutto in una storia a volte spinta oltre il limite, tanto che sulla copertina campeggia il bollino ‘Vietato ai minori di 18 anni’. Il romanzo ‘L’ovunque’, prima opera di narrativa della scrittrice ternana Beatrice Contili (foto Emanuele Cardoni), è un viaggio nell’io a tinte ‘viola’: troppo audace per essere ‘rosa’, non troppo dark per essere ‘nero’. Trentatre anni, laureata in Scienze dell’Educazione, consulente famigliare ed esperta nella lettura delle microespressioni facciali, Contili ha pubblicato la sua storia con Book Sprint Edizioni.
I personaggi Tre personaggi che spaziano all’interno di una terra di confine ambigua, dai contorni indefiniti, affascinanti e maligni. Come quella del vampirismo affettivo che sfocia poi nella dipendenza sessuale. «Il problema – spiega l’autrice a Umbria24 – è quando situazioni di questo genere, nella realtà, diventano tossiche. Fin quando si guarda solo all’appagamento, il problema non esiste. Quando invece ci si rende contro che si è alla ricerca di qualcosa di più, ecco che si è costretti ad affrontare diverse problematiche. Prima di tutto con se stessi». Siopea, il suo piccolo fratellino ed Enea: i tre personaggi ruotano la propria dimensione intorno a questo baricentro confuso, psicologico, introspettivo. «E’ un libro che spinge a riflettere sulle diverse sfaccettature del proprio carattere e della propria personalità. Ognuno di noi ha diversi aspetti emotivi, sentimentali e caratteriali».
La domanda Ma riusciamo ad appagare ognuno di questi nostri aspetti? E’ la domanda di fondo del romanzo, che emerge con forza quando il fratellino della protagonista viene descritto sbattere sulle sbarre della gabbia in cui è rinchiuso. «Questo romanzo – prosegue l’autrice – prende spunto dalle testimonianze che accolgo durante il mio lavoro di consulente famigliare, in particolare di donne. Non riguarda però solo l’universo femminile, certo. Per questo ho scelto la formula della narrativa, proprio per cercare di arrivare a un target più ampio. Molte donne vivono situazioni di costrizione mentale o comunque faticano a definirsi semplicemente per quello che sono, soltanto perché ristrette da schemi imposti dalla società. E allora ecco che arriva ‘L’ovunque’: è come se la protagonista, Siopea, sussurrasse al loro orecchio: ‘Voi potete essere tutto ciò che scegliete di essere’».
