E’ un vero e proprio viaggio fotografico nella storia della cultura e del costume del nostro Paese la mostra «Sandro Becchetti. Volti dall’Umbria e dall’Europa» inaugurata venerdì 28 giugno alla sala Podiani della Galleria Nazionale dell’ Umbria e che sarà visitabile fino al 20 ottobre. Un percorso segnato dai volti di personaggi noti e meno noti della politica, dello spettacolo, dello sport ritratti in oltre quaranta anni di attività del fotoreporter romano per quotidiani, periodici, agenzie di stampa, riviste e televisioni.
Il percorso espositivo, che si snoda tra la Sala Podiani e gli spazi adiacenti, è organizzato in sei aree, distinte ma allo stesso tempo collegate dal filo conduttore del rapporto di Becchetti con l’Umbria, terra di origine, di passaggio e di approdo, dove aveva deciso di fissare anche la dimora dei suoi ultimi anni. Tre fotografie di grande formato all’ingresso accolgono il visitatore: la prima, una sedia vuota in chiaroscuro, rappresenta un omaggio al Maestro recentemente scomparso; a seguire, la sagoma dello scultore Ceroli (fotografato al tramonto sul tetto della propria abitazione) sembra indicare la direzione da prendere; il volto pop di un manifesto di Moira Orfei conclude questa prima area.
I volti In Umbria, dove affondano le sue radici familiari («… contadini umbri scappati dalla miseria dell’Appennino per approdare alla miseria della campagna romana») come in Italia, in Europa, Becchetti non ha lavorato solamente per rispondere ad una commissione, ma partecipando, scavando, cogliendo l’essenziale di una situazione o di un atteggiamento, entrando in sintonia con volti che in quel momento comunicavano, attraverso la sua fotocamera, la propria anima. è in particolare dedicata la seconda sala (anche se altre foto dedicate alla regione sono disseminate nel percorso) e la parete di chiusura della mostra, a simboleggiare proprio il punto di partenza e di arrivo dei Becchetti. Nelle altre sale trovano posto alcuni significativi scatti che maggiormente hanno segnato la carriera e la vita stessa del fotografo, con i ritratti di Pasolini, Oz, Alberti, Stefanini, Maraini Andy Warhol, Renato Balestra, Francesco De Gregori, Dustin Hoffman, Gian Carlo Menotti intento a parlare con Romolo Valli e tanti altri.
La mostra documenta gli anni romani in cui inizia il delicato periodo delle contestazioni, degli scontri sociali, delle dure contrapposizioni politiche che segnano la trasformazione della società occidentale.
La mostra è promossa dal Comune di Perugia, dal MIibac – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria e Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria e dalla Regione Umbria, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
