Sarà operativo entro la fine dell’anno, in piazzale di San Gabriele Addolorata, il nuovo centro di ricerca UmbriaTech – Umbria Materials Trchnology district, che unisce l’Università di Perugia, il Consiglio nazionale delle ricerche e Mister Smart Innovation. Il progetto, che ha l’obiettivo di favorire l’innovazione tecnologica e lo sviluppo sostenibile nel territorio umbro, creando un ponte tra il mondo della ricerca e quello delle imprese, è stato presentato questa mattina al teatro Caio Melisso Carla Fendi.
Ad illustrare le attività di ricerca è stato il responsabile del progetto Filippo De Angelis, professore ordinario dell’Università degli Studi di Perugia: «Quello su cui stiamo lavorando è la creazione di un ecosistema molto innovativo che avrà il suo cuore pulsante a Spoleto. UmbriaTech non sarà infatti svincolato dagli altri due progetti di ricerca dell’Università, ossia Curi (Centro umbro di ricerca e innovazione) e Cedipa (Centro di ricerca per l’innovazione, digitalizzazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale e ambientale) e collaborerà con altri progetti innovativi come Vitality, dedicato ai biomateriali e ai nano materiali e coordinato dal professore Luca Gammaitoni».

L’investimento per UmbriaTech, attraverso i fondi derivanti dall’avviso per la selezione di progetti di promozione della ricerca, del trasferimento tecnologico e della formazione universitaria da finanziare nelle regioni Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche interessate dagli eventi sismici del 2016, è di 5 milioni di euro, che serviranno per l’acquisto di macchinari, strumenti, attrezzature e impianti (€ 2.300.000,00), per le spese del personale (€ 1.900.000,00) e per il funzionamento del centro di ricerca (€ 800.000,00).
Per quanto riguarda il personale coinvolto nel progetto sono impegnati tre dipartimenti dell’Università degli Studi di Perugia: quello di Chimica, Biologia e Biotecnologia (prof. Filippo De Angelis in qualità di responsabile e i professori Luigi Vaccano, Loredana Latterini, Alceo Macchioni, Ferdinando Costantini e Francesco Ferlin), quello di Ingegneria (prof. Francesco Fantozzi) e quello di Giurisprudenza (prof. Andrea Sassi). Il dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologia ha già provveduto all’assunzione di personale che lavorerà esclusivamente al progetto UmbriaTech, con due ricercatori a tempo determinato e sette assegnisti di ricerca.
«Siamo di fronte ad un impegno straordinario dell’Università degli Studi di Perugia a Spoleto – ha spiegato il sindaco Andrea Sisti – con un investimento totale, per i tre centri di ricerca, che si sta attestando intorno ai 23 milioni di euro. Si tratta di progetti innovativi, a partire da UmbriaTech che presentiamo oggi, che puntano a generare nuove competenze e nuove conoscenze, riconoscendo un ruolo importante ai giovani ricercatori con l’obiettivo di averli stabilmente qui nelle loro attività di studio e di sviluppo. La sfida del nostro tempo è legata alla sostenibilità, è una sfida importante su cui lavoreranno i tre centri di ricerca generando a Spoleto un know-how che sarà funzionale alle attività delle imprese impegnate nell’ambito delle nuove tecnologie e della digitalizzazione».
Nel corso della presentazione sono intervenuti l’assessore Giovanni Angelini Paroli, Giovanni Bistoni dell’Università degli Studi di Perugia ed Edoardo Mosconi del Consiglio nazionale delle ricerche, Michele Muccini e Marco Bianconi di Mister Smart Innovation e Michele Sisani, Prolabin&Tefarm. Presenti all’incontro anche l’assessore Agnese Protasi e la consigliera della Provincia di Perugia Laura Servi.
