Si chiama «Un atomo di verità» e affronta il caso di Aldo Moro a 40 anni dall’omicidio del presidente della Dc il libro che Marco Damilano, direttore de L’Espresso, presenterà venerdì 18 alle 17 a Città della Pieve, nella Sala Grande di Palazzo della Corgna. L’appuntamento rientra nell’ambito dei «Venerdì della biblioteca», manifestazione culturale organizzata dall’Amministrazione comunale di Città della Pieve con Rita Polizzi, titolare della Galleria Libreria «Impression» di Cetona. Insieme a Damilano ci sarà Alvaro Fiorucci, ex presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria ed ex direttore della sede regionale Rai.
Il libro «A metà strada fra il saggio storico e l’autobiografia – spiegano gli organizzatori – il libro è un racconto in prima persona in cui Damilano ricostruisce il tragico evento sulla scia dei suoi ricordi di bambino prima (con il pulmino della scuola passò per Via Fani solo venti minuti prima della strage del 16 marzo) e di adulto poi. “Quel giorno io sono diventato grande” scrive l’autore, ma “la democrazia non è diventata più adulta, come immaginava Moro: al contrario, ha camminato all’indietro”. Questa l’amara conclusione dello scrittore romano alla luce dei quaranta anni successivi».
La fine della Prima Repubblica «Il sequestro e l’uccisione di Moro – è detto ancora – hanno segnato l’inizio della fine della Prima Repubblica; con la morte dello statista e successivamente di Berlinguer, la dissoluzione della Democrazia Cristiana fino alla caduta del muro di Berlino e a Tangentoli, è cambiata la politica italiana e soprattutto il modo di fare politica con le nefaste conseguenze cui tutti noi oggi stiamo assistendo. Il rispetto dell’avversario e della parola data, la fede nella missione svolta, gli ideali, la rettitudine morale che guidava i partiti ed i loro esponenti appartengono ormai ad un altro mondo e Damilano insiste molto proprio su questo punto. Non a caso il titolo del libro si rifà esplicitamente ad una dichiarazione di Aldo Moro che in una lettera a Riccardo Misasi sosteneva: “Datemi un milione di voti e toglietemi un atomo di verità e io sarò perdente”».
