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domenica 9 maggio - Aggiornato alle 11:45

Umbria Jazz Winter, da McBride a Fresu fino alle canzoni di Dalla e De Andrè: il programma

Si alza il sipario sull’edizione numero 24 del festival in programma a Orvieto dal 28 dicembre al primo gennaio. Partita a Chengdu la missione cinese di UJ

Fresu quest'estate a Perugia (foto F.Troccoli)

Messe da parte, almeno per il momento, le polemiche che hanno segnato l’estate, l’organizzazione di Umbria Jazz alza il velo sul cartellone della 24esima edizione del festival invernale, dal 28 dicembre al primo gennaio come di consueto a Orvieto. Un’edizione che offrirà agli appassionati «molto jazz americano, e di altissimo livello, ma un ruolo altrettanto importante lo ha il jazz tricolore». Dagli Stati Uniti arriva Ryan Truesdell con il suo rispettoso (ai limiti della filologia) progetto su Gil Evans, con Paolo Fresu special guest. Nelle giornate del festival verrà presentato un nuovo lavoro sulle pagine originali di due dei quattro dischi che Evans incise con Miles Davis, Miles Ahead (1957) e Porgy and Bess (1958), capitoli fondamentali della storia del jazz. Paolo Fresu, il cui suono evoca Miles forse più di qualunque altro trombettista contemporaneo, è il valore aggiunto del progetto.

Il programma A Orvieto ci sarà anche il nuovo trio del contrabbassista Christian McBride con Christian Sands al pianoforte e Jerome Jennings alla batteria, e il quartetto (con due chitarristi, Jose Cardenas e Adam Rogers) di un altro contrabbassista, ovvero John Patitucci. Da non perdere il duo tutto contrabbasso McBride-Patitucci, improvvisato per l’occasione, mentre ormai stabile è l’altro duo Steve Wilson – Lewis Nash, che a Orvieto è già stato ascoltato più volte e sempre con successo: due maestri del sassofono (Wilson) e della batteria (Nash) che hanno trovato in questa piccola grande band una formidabile coesione. Altro ospite abituale è Allan Harris, vocalista e chitarrista che Umbria Jazz ha contribuito a lanciare e che la prestigiosa Downbeat ha inserito tra le «Rising star jazz vocalist».

Tanto tricolore Oltre alla pianista giapponese Chihiro Yamanaka che arriva in Italia con un ‘classico’ trio, a UJ Winter uno dei progetti più importanti, rigorosamente tricolore, è quello di Paolo Fresu e Gaetano Curreri, voce e leader degli Stadio, dedicato al «jazz di Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè». Con loro, anche Raffaele Casarano e Fabrizio Foschini. Come al solito nutrita la pattuglia tricolore con il piano di Dado Moroni, la chitarra di Luigi Tessarollo e il trio di Giovanni Tommaso al contrabbasso, Rita Marcotulli al piano e Alessandro Paternesi alla batteria. Come ogni anno poi sono previsti eventi in tutto il centro storico, le jazz dinner, la marching band (i Funk Off), jam session notturne e musica no stop a Palazzo dei Sette. Qui ci sarà Vincent Van Hessen, in arte solo Vince (scovato da UJ durante l’edizione estiva 2015 mentre suonava in Corso Vannucci), il jazz delle origini (New Orleans e dintorni) riproposto con freschezza dagli Sticky Bones; l’organ trio di Max Ionata e la cantabilità della Swing Valley Band diretta da Giorgio Cuscito; gli Accordi Disaccordi con il loro gypsy jazz e la gioiosa vitalità di Sammy Miller and the Congregation, una delle rivelazioni della scorsa edizione estiva di Umbria Jazz, fino a Mario Donatone, pianista, cantante ed entertainer tra blues e jazz.

In Cina Umbria Jazz offre poi una vetrina a due giovani formazioni, ovvero la vincitrice del Conad Contest 2016 e del Berklee/Umbria Jazz Clinics 2016 Award Group. Non mancheranno come di consueto la Messa di Capodanno nel Duomo con il gospel e i canti religiosi della tradizione afroamericana (quest’anno, Dexter Walker & Zion Movement) e la notte che saluta l’arrivo del 2017 con i veglioni ed i concerti. Chi vuole, insomma, può tirar tardi fino all’alba. Il festival intanto da qualche ora è sbarcato in Cina dove, come annunciato da giorni, darà vita a molti eventi, con inizio alla Eastern Suburb Memory Park di Chengdu, metropoli da 16 milioni di abitanti. A esibirsi sono stati i Funk Off, Allan Harris, Karima, il quintetto di Stefano Di Battista e il quartetto di Rosario Giuliani. Il festival rimarrà a Chengdu fino a domenica.

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