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Un momento delle passate edizioni

di Daniele Bovi 

Traducendo dal burocratese, si tratta della richiesta di un vero e proprio cambio di passo così da capire se il festival Umbria cinema è in grado o meno di decollare. Nelle scorse ore la giunta regionale ha accettato la proposta di collaborazione, presentata dal Comune di Todi, per quanto riguarda l’organizzazione della terza edizione della rassegna guidata dal regista Paolo Genovese. Una manifestazione che nelle prime due edizioni ha avuto, come attore principale, l’Umbria film commission. I piani però ora cambiano.

Organizzazione La Regione ha infatti dato mandato agli uffici di valutare l’opportunità di incaricare Sviluppumbria della realizzazione del festival, sul modello di quanto fatto nei mesi passati con UmbriaLibri; gli uffici regionali, invece, dovrebbero collaborare alla redazione del programma. Insomma, Palazzo Donini punta a prendere in mano la situazione. Gli obiettivi sono ambiziosi. «È evidente che al terzo anno – scrive la giunta nell’atto in cui viene accettata la proposta del Comune di Todi – sarà necessario creare un programma assolutamente interessante e con nomi di rilievo nazionale e internazionale, individuando anche una più puntuale tematizzazione del festival stesso, in modo da renderlo pienamente riconoscibile e da affermarlo nel panorama almeno italiano». 

Budget lievita Ambizioni supportate da un budget notevolmente lievitato. La stima infatti parla di un costo complessivo di 350 mila euro, di cui 60 mila a carico del Comune, con un focus particolare su comunicazione e «valore degli ospiti». Tanto per dare un’idea, l’anno scorso per l’edizione che si è tenuta dal 22 al 24 luglio la Regione ha messo sul tavolo 80 mila euro (divisi in parti uguali tra Film commission e Comune) a fronte di un «preventivo di massima» di 176 mila. Per la prima edizione del 2021, invece, da Palazzo Donini erano arrivati 60 mila euro (i bilanci della manifestazione non sono reperibili né sul sito del festival né su quello dell’Umbria film commission). Da stabilire al momento la data. Fino al 16 luglio ovviamente non se ne parla, dato che in programma c’è l’edizione numero 50 di Umbria jazz, mentre dal 30 agosto al 9 settembre c’è la corazzata del Festival del cinema di Venezia, tra i più antichi e prestigiosi al mondo, arrivato ormai all’edizione numero 80. 

Promozione Quel che è certo è che in questo percorso di crescita la Regione vuole che il festival umbro rappresenti «un’efficace operazione di promozione turistica per l’intero territorio regionale», oltre che uno strumento per spiegare quali mezzi l’Umbria può mettere a disposizione delle produzioni. Oltre a ciò «il programma e le caratteristiche del festival – prosegue la Regione – dovranno evolvere rafforzando i momenti di confronto settoriali attraverso l’elaborazione di un programma che veda il coinvolgimento dei soggetti che a vario titolo operano nel settore del cinema e dell’audiovisivo in Umbria». Terminata la terza edizione si tireranno le somme.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.