di Daniele Bovi
In un saggio pubblicato nel 1916, dopo aver parlato della «finestra tagliente di luce della Madonna del Rosario», lo storico dell’arte Roberto Longhi così scriveva a proposito di Orazio Gentileschi e della sua Annunciazione datata 1624: «Quel fare di un interno un lucido vaso pittorico che dà forma e colore, sostanza e superficie, il fare che sarà conciotto alle finezze più ineffabili da Pietro de Hooch e da Giovanni Vermeer, trova qui il tramite italiano di Orazio fra Caravaggio fiero e scontroso e l’Olanda assettata lucida e borghese». Caravaggio e l’Olanda che giovedì, durante la presentazione che si è tenuta alla Galleria nazionale dell’Umbria, sono stati indicati come due elementi della «Madonna del Rosario», opera del pittore pisano (databile tra il 1613 e il 1618) che sarà ospitata dal museo perugino fino al 20 settembre. Realizzata dall’artista durante il suo soggiorno a Fabriano, è proprio dalla pinacoteca Mulajoli della città marchigiana che arriva in prestito.
MUSEI, RIVOLUZIONE TARIFFE E ORARI: LE NUOVE REGOLE
Politica di scambi Tutto ciò nell’ambito di una politica di scambi che ha visto partire verso Fabriano (dove dal 25 luglio al 30 novembre ci sarà la mostra «Da Giotto a Gentile. Pittura e scultura a Fabriano tra Due e Trecento», curata da Vittorio Sgarbi) quattro importanti opere della raccolta perugina: la Madonna con Bambino e angeli di Gentile da Fabriano, datato entro il primo decennio del XV secolo, la tempera su pergamena raffigurante la Crocifissione e la Madonna col Bambino, attribuita a Puccio Capanna e databile al terzo decennio del Trecento, la scultura in legno intagliato e dipinto, ricondotta da una parte della critica ad Ambrogio Maitani e, infine, un frammento di affresco del XIV secolo, raffigurante un angelo. La grande tavola di Gentileschi è stata sistemata nella sala 37, dedicata al Seicento, accanto a un’opera di quell’Agostino Tassi che fu colui che abusò della figlia di Orazio, Artemisia, e per questo fu condannato nel 1612.
Opera da studiare La Madonna del Rosario occupa larga parte della parete sul lato corto e, nelle prossime ore, la finestra di fronte verrà coperta così da eliminare i fastidiosi riverberi della luce che non permettono di apprezzarla. Restaurata per la seconda volta nel 2010 «ancora – è stato detto giovedì – deve essere studiata a fondo, dalla committenza ancora non chiara alla data, che oscilla tra il 1613 e il 1618». Il tema, la Vergine con il rosario, è di quelli largamente sfruttati, derivante da quanto deciso da Pio V dopo la vittoria di Lepanto, per celebrare la quale ha voluto fissare per il 7 ottobre la festa del santo rosario e la commemorazione di Santa Maria della vittoria. «Questa – ha commentato il soprintendente Fabio De Chirico – non è la stanca ripetizione di un tema. È un’opera variegata, che non ha una struttura piramidale: non ha nulla di simmetrico anche se la centralità della Vergine, e quindi del dogma mariano, è evidente. Una tela che presenta un cromatismo eccentrico e delle invenzioni ‘teatrali’ come il grande tendaggio. È un’opera incredibile che dà il senso della temperie culturale e del gusto della committenza».
Horror vacui Volendo, una linea retta si può tracciare a partire dall’alto, dove dalla colomba simbolo dello Spirito Santo si passa per il rosario per finire, in fondo, con un «tappeto damascato che dà un effetto fiammingo» sopra il quale un putto odora una rosa, simbolo mariano. Un’opera molto ricca, caratterizzata da un certo horror vacui. «Si rapporta a Caravaggio – spiega ancora De Chirico – ma al contempo se ne stacca. Questo prestito si inserisce nell’ambito di una politica di scambi con musei nazionali e internazionali, che puntano ad una valorizzazione reciproca e che testimoniano di come il museo non sia un’entità statica». Una politica grazie alla quale a settembre, come annunciato giovedì, alla Galleria arriveranno due vedute del Canaletto dallo Jacquemart-André di Parigi delle quali Umbria24 parlerà nel prossimo articolo. Per chi avesse voglia, dopo le nuove regole varate dal ministro Franceschini la Galleria rimarrà aperta il venerdì fino alle 22 mentre domenica 3 agosto, così come tutte le prime domeniche di ogni mese, l’ingresso sarà gratuito.
Twitter @DanieleBovi
