di Marta Rosati
«La morte è una grandissima festa», ecco perché lui la rappresenta come due grandi ali aperte pronte ad accogliere ogni creatura, «Leopardi, un ottimista», ‘quindi ogni giorno va vissuto come Il sabato del villaggio?’ «Esatto». È un immenso sorriso quello che suscita Leonardo Martellucci al primo incontro. Umbria 24 ha avuto il piacere di conoscerlo, è l’ideatore di un video arte per la galleria Pisacane di Milano, un’iniziativa legata all’Expo e non è il primo talento ternano a far parlare di sé nell’ambito dell’esposizione universale.
Leonardo Martellucci L’artista delle paure, delle fobie, il 35enne ternano che dipinge ciò che, altrimenti, dell’uomo sarebbe invisibile e lavora ispirandosi al sogno della salvezza, è stato selezionato per esporre la sua opera alla Galleria Pisacane di Milano e si è affidato al regista Andrea Sciarretta, anch’esso originario della Conca. Insieme hanno dato vita a ‘La solitudine dell’ebbrezza’: «Ho scelto di realizzare un video perché trovo sia di maggiore impatto rispetto alla staticità della mia arte, seppure intrinsecamente dinamica». Il suo amico musicista, nelle immagini che scorrono, interpreta perfettamente il Dioniso della mitologia greca rivisitato dallo stesso artista: si inebria al punto di ritrovarsi da solo con la sua ebbrezza, abdica al suo lavoro uscendo da sé stesso e viene proiettato in un baratro di solitudine, viene meno al suo istinto e inizia a vivere nella falsa convinzione che la salvezza sia nella razionalità.
«MI PIACEREBBE VEDER SORRIDERE L’UMANITÀ TUTTI I GIORNI», LEONARDO SI RACCONTA: VIDEO
Il vino Il nettare degli Dei scorre sui corpi che animano le scene: quello imperturbabile di Dioniso e quelli delle baccanti che con movenze sensuali tentano invano di persuaderlo, ma lui non cede. Si ribella ai suoi istinti Dioniso, perde quell’essenza atavica umana, vera e pura, conferendo al video un senso di erotismo che cede il passo alla drammaticità salvo poi sconfinare nella solitudine più fredda, scaldata solo dall’impercettibile scoppiettio del fuoco. Leonardo entra dentro l’opera, sulle note in sottofondo dà vita ai sentimenti dei protagonisti. L’impeto del rosso accende la forza, la passione, l’amore, il sangue, la potenza, il vino stesso; il bianco restituisce purezza a quei corpi costretti in una veste scura, dà un senso di sogno e di follia; l’oro impreziosisce il contesto.
IL SUO INCANTEVOLE MONDO: FOTOGALLERY
Il messaggio «Attraverso la mia arte vorrei far sì che l’uomo si salvasse da sé stesso, spesso la sua disfatta risiede in lui. Non ho la presunzione di farlo – dichiara sorridendo con amabile umiltà – ma vorrei che nei miei dipinti la gente scovasse la speranza, la forza di dire ‘la vita è bella’». L’inquietudine ricorre nei tratti di colore che imprime sulla tela, perché dare forma ai sentimenti negativi dell’uomo, nel più profondo dell’‘io’ di Leonardo Martellucci equivale ad esorcizzarli, ma c’è spazio anche per i più esaltanti e coinvolgenti: tra le sue tele c’è l’amore, la passione, il sogno, l’orgoglio di appartenenza, l’esaltazione del genio. Quello che domina tutte le sue ‘creature artistiche’, comunque, aldilà di ogni spiegazione, sono il suo talento e la sua devozione, in quello studio di via Volturno a Terni lui trascorre la maggior parte del suo tempo: «L’arte è egoista, vuole tutto per sé». Leonardo non le fa mancare niente e nel quartiere tutti lo coccolano. Se avete bisogno di respirare pace, serenità, umiltà e colorare le vostre giornate, andate a trovarlo. Uscirete dal suo mondo con la voglia di ritrovarlo presto.
Twitter @martarosati28
