di Mar. Ros.
Raggiungere Carsulae è tornare indietro nel tempo, immaginare di vivere nei secoli avanti Cristo e sognare di scoprire ancora cosa si cela sotto i nostri piedi: «È un serbatoio di scoperte». Così la definisce Luigi Carlini, presidente della Fondazione Carit, che ha finanziato l’ultima campagna di scavi targata Associazione Astra e diretta dagli archeologi Luca Donnini e Massimiliano Gasperini, con un contributo di 28 mila euro. I risultati, presentanti a Palazzo Montani Leoni venerdì mattina, sorprendenti.
Carsulae Con questo nuovo lavoro sul sito è stato completato il recupero di pezzi ceramici, rinvenuti in quella che è stata definita dagli esperti una grande discarica di epoca Augustea: migliaia di frammenti già lavati, classificati, inventariati e in parte studiati. I risultati più clamorosi però si registrao nell’area del Foro della città: riportati alla luce e resi fruibili ai visitatori del parco archeologico i resti del podio del Capitolium (il tempio principale) e di un grande lastricato in pietra rosa. Indagata inoltre per la prima volta un’area di circa 100 metri quadrati dalla quale sono riemerse le strutture di una domus, forse anche due: il primo esempio di edilizia residenziale mai scoperto in loco.
La domus È qui che sono concentrate una serie di tappeti musivi di straordinaria bellezza, con motivi più o meno elaborati e geometrici, tutti databili agli ultimi 30 anni del primo secolo a. C.: il gioco di rombi, esagoni, stelle e svastiche è assicurato ma ci sono anche mosaici più elaborati raffiguranti cinte murarie con trifora d’ingresso, torri e merli. Questa sesta campagna di scavi è durata oltre cinque mesi e tutto è stato documentato con l’ausilio di un drone in volo sui segreti di Carsule. Per chi volesse apprezzare i risultati degli ultimi scavi, domenica 12 novembre alle 11 visita guidata a ingresso gratuito.
Ripulito completamente, durante quest’ultima campagna di scavi, il lato occidentale della piazza il quale, dopo essere stato scavato in maniera parziale nel corso dei mesi di aprile-maggio del 1953 dall’allora ispettore alle antichità Umberto Ciotti, venne lasciato nel più assoluto abbandono. Una volta terminate le pulizie, per la prima volta da 40 anni a questa parte, sono stati letteralmente riportati alla luce i resti del tempio più importante della città, tutto da scavare e restaurare. Domenica alle 11 ingresso free al parco poi i nuovi reperti saranno coperti per essere protetti dalle intemperie dell’inverno: «Fondazione Carit – ha detto orgoglioso il numero uno Carlini – da sempre scommette su Carsulae, città serbatoio di scoperte. L’offerta culturale non è secondaria e può contribuire fortemente allo sviluppo turistico del nostro territorio».
Regione Umbria La conferma arriva dal vicepresidente di Palazzo Donini Fabio Paparelli: «Sfrutto quella di oggi – ha detto alla presentazione degli scavi – come occasione ufficiale per ringraziare fortemente la fondazione Carit per quello che insieme stiamo facendo per decoro urbano, cultura e intrattenimento in città. Oggi sotto i riflettori l’archeologia che insieme alle potenzialità sportive di Terni rafforza l’attrazione turistica. Come sapete è stato attivato il servizio Umbria go e la prima integrazione, tramite Agenda urbana, sarà per il trasporto alla Cascata delle Marmore, Carsulae e musei cittadini». Il vice della Carit Ulrico Dragoni: «Carlini e tutto il consiglio sono determinati a favorire lo sviluppo locale, sarà palpabile – anticipa – nel prossimo piano programmatico»
@martarosati28

Paparelli perché non ci dici realmente , con dati veri e fatti e non parole, cosa stai facendo per Terni ??