di Mas. Col.
Quattro giorni di eventi per parlare non solo di montagna, ma anche degli antichi mestieri, di relazioni e di benessere. Tutto questo è ‘Vette in vista’, la kermesse ormai diventata un punto di riferimento per il movimento culturale in città visto che è arrivata alla decima edizione. Il programma prevede un calendario tra giovedì 25 a domenica 28 gennaio, alla sala dell’Orologio del Caos per quattro giorni dedicati agli Appennini con proiezioni, conferenze, dibattiti, testimonianze e escursioni.
Il programma Spazio anche alla didattica del territorio con attività riservate alle scuole sulla tutela dell’ambiente montano e la conoscenza degli antichi mestieri con proiezioni a tema e incontri con gli esperti del Tam (Tutela ambiente montano) del Club Alpino Italiano. «Un festival – afferma l’assessore alla Cultura Tiziana De Angelis – per parlare di montagna, per parlare di benessere, di salute e di relazioni perché ‘Vette in vista’ non è soltanto montagna, è una kermesse durante la quale ci saranno una serie di attività, interventi e azioni formative».
Gli appuntamenti Il programma, illustrato dalla presidente dell’associazione Rita Miramao, articolato in numerosi appuntamenti, prevede tra gli altri la premiazione dei vincitori della terza edizione del concorso ‘Disegna la montagna’, riservato ai bambini della scuola primaria, e la presentazione, venerdì 26 gennaio alle 17, dei nuovi corsi di laurea dedicati alla montagna.
L’esplorazione Sabato 27, alle 21.15, un momento riservato alla riflessione intorno al tema della complessità dell’alpinismo di esplorazione, disciplina sempre meno praticata. La serata è a cura di Luca Calzolari, direttore di Montagne360 e Roberto Mantovani, storico dell’alpinismo. A chiudere l’evento, domenica 28, due appuntamenti musicali: il coro Terra Majura, della sezione del Cai Terni, accompagnato da Fabio Menichini alla fisarmonica e Roberto Andreutti alle percussioni e ‘Vette in… Musica’, prima esecuzione della composizione che l’associazione Stefano Zavka ha commissionato all’istituto superiore di studi musicali G. Briccialdi, eseguita dagli allievi.
Valore aggiunto «Vette in Vista – conclude l’assessore – ha un particolare significato e un valore aggiunto, quello dell’impegno di chi ha saputo reagire agli eventi della vita, ripartendo da una drammatica esperienza, per offrirlo con passione e dedizione alla comunità, nel ricordo di Stefano Zavka. Un grazie sentito alla famiglia, aI generoso altruismo che testimoniano quotidianamente. Il desiderio di far scoprire e conoscere luoghi e possibilità aperte dai nostri territori è un obiettivo comune che l’Amministrazione cerca costantemente di perseguire. Luoghi che riconducono a una dimensione esistenziale più profonda, che invitano a una simbiosi con la natura troppo spesso estranea ed offesa».
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