di Massimo Colonna

«Qui a Terni sulla cultura da sempre si investe su cose e strutture. Ora noi vogliamo puntare sulle persone. Abbiamo un progetto condiviso che arriva da un tavolo eterogeneo. Perché possiamo vincere? Perché il dossier non punta su quello che siamo stati, ma sul potenziale della città, sul dove si vuole arrivare”. Prova a materializzare la sua visione di Terni capitale l’assessore alla Cultura Giorgio Armillei. Ci riesce, spaziando dall’economista Joseph Schumpeter fino al gruppo Whatsapp con tutti i partecipanti in cui «sì, ci siamo anche divertiti». Vola alto insomma ma poi atterra. Parte ufficialmente la candidatura di Terni a capitale della cultura per il 2016 e per il 2017. Il dossier definitivo è stato infatti inviato al ministero.

Quattordici progetti Sono quattordici i progetti inseriti nel dossier anche se «ce ne sono altri che verranno poi elaborati nel caso di successo della candidatura». Si tratta di progetti non creati ex novo, ma sviluppati in passato e inseriti nelle carte «che faranno poi il proprio percorso, indipendentemente dall’esito». Diversi i temi: Performing Carsulae, Mapping Art, Parchi urbani e collaborazione, Quartiere POPolare, Mediterranea: il mare non è più lo stesso, Con voce di donna, Wow Festival, Abbattere i muri, Indie Movie Fest, Terni Festival, Terni Smart Travelling, Valle incantata, One e Grand Tour Rando.

Posta in palio Il dossier ternano è in ballo per la nomina a capitale della cultura sia per il 2016 (sarà scelta il 31 ottobre) sia per il 2017 (15 dicembre). In palio c’è un milione di euro e l’esclusione delle risorse investite nella realizzazione del progetto dal vincolo del patto di stabilità. «Di questo milione – ha spiegato Armillei – il 75 per cento sarà investito nei progetti ancora da definire». Terni è in corsa insieme ad altre nove città: Aquileia, Como, Mantova, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto e Taranto. Secondo gli esperti al momento la principale candidata sarebbe Ercolano.

La squadra «Finora Terni ha investito nel settore cultura – ha spiegato l’assessore – soltanto su cose e strutture. In qualche occasione facendo bene e in altre facendo male. Di questo siamo consapevoli. Con questo lavoro abbiamo deciso di puntare sulle persone. Per questo si è creato un tavolo eterogeneo, con esperienze che provengono da campi diversi e settori della società diversi. Ma le persone che sono qui non rappresentano nessun settore sociale, ma solo se stessi e la loro idea di cultura». Della squadra che ha redatto il dossier fanno parte Michele Rossi, Elena Alessandrini, Valentina Gregori, Linda Di Pietro, Anna Amati. «Terni ha bisogno di rompere gli ormeggi – ha proseguito Armillei – e di andare avanti. Mi piace ribadire il concetto di ‘distruzione creatrice’, ripreso da Schumpeter, per cui per progredire, cambiare, a volte bisogna anche rompere con il passato».

Nuove idee «Non mi piace più parlare di concertazione. Quando io organizzo un tavolo voglio che partecipi chi la pensa in maniera diversa da me. Altrimenti, se non c’è dibattito, andiamo subito tutti a casa. Per questo puntiamo su questa idea: cerchiamo di armonizzare una visione del futuro, di sviluppare il nostro potenziale culturale. E’ per questo, a mio parere, che Terni possiede chance di vittoria. Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno offerto il proprio contributo, in modo oltretutto gratuito». Poi scherza per chiudere: «Ci siamo sentiti spesso in questi giorni e abbiamo lavorato molto. Anche tramite Whatsapp. Ma ci siamo anche divertiti».

Twitter @tulhaidetto