La presentazione dell'evento

di Francesca Torricelli

La passione per la montagna ha portato l’alpinista ternano Stefano Zavka, a sacrificare la vita, nel 2007, durante una spedizione sul K2. Quella passione, tramandata ad un gruppo di parenti, amici ed appassionati, ha fatto sì che nascesse un’associazione che porta il suo nome, coinvolgendo un numero crescente di amatori, soprattutto giovani, che muovono i primi passi o sono già ‘in parete’. Per il quinto anno consecutivo, grazie a loro, è stato possibile organizzare l’evento ‘Vette in vista’, rassegna di cinema di montagna ed esplorazione, presentato lunedì mattina nella sala consiliare del Comune di Terni

La rassegna Il tema portante della rassegna, organizzata dall’associazione in collaborazione con la sezione provinciale Cai Terni – presso il centro museale del Caos dal 24 al 27 gennaio – sarà comprendere l’entità dei problemi che stanno modificando il nostro pianeta. La tavola rotonda, dal titolo ‘Ghiaccio bollente’, sarà il primo passo dei 4 giorni di ‘scalata’, che vedrà alternarsi eminenti voci, tra cui si inserirà l’alpinista Francesco Rota Nodari, che darà testimonianze dei suoi studi sull’adattamento degli alpinisti alle montagne che cambiano.

Gli appuntamenti Il programma si diramerà tra avventura, alpinismo, esplorazioni glacio-speleologiche, film dall’ultima edizione del Trento filmfestival, trekking nel territorio dedicati alle scuole e la presentazione del libro di Emanuela Sebastiani ‘Una Cameron’ (scalatrice scozzese che ha dedicato la sua vita alla montagna e all’esplorazione). La componente musicale che accompagnerà la rassegna sarà affidata al coro ‘Terra majura’ e alla cantautrice Maura Susanna. I momenti conclusivi della manifestazione, ad ingresso gratuito, saranno caratterizzati dalla proiezioni e premiazione dei lavori della seconda edizione del concorso per opere video di montagna e lo spettacolo dell’antropologo, Duccio Canestrini, che darà una lettura ironica dell’alpinismo.

Stefano Zavka Il 20 luglio del 2007, durante la fase di discesa dopo aver raggiunto la vetta del K2, l’alpinista ternano ha dato la precedenza ad un altro componente della spedizione, che era stato colpito da un principio di congelamento. Mentre tentava di raggiungere uno di ‘campi base’ è stato sorpreso da un’improvvisa e violentissima bufera. Da allora risulta disperso sul K2 e sul memorial Gilkey, il grande cumulo di pietre che raccoglie le spoglie dei caduti sulla montagna, è stato deposto un piatto con inciso il suo nome. Aveva 35 anni.