di M.C.

C’era anche il famoso giornalista e storico Ernesto Galli della Loggia al convegno organizzato dall’Isuc (Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea) a palazzo Primavera di Terni, con il patrocinio dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (Insmli) e la collaborazione del Comune di Terni. La Resistenza. Un bilancio storiografico, questo il titolo dell’evento andato in scena in due parti nella giornata di venerdì, una al mattino e l’altra nel pomeriggio.

Anniversario L’obiettivo dell’incontro era quello di «offrire una panoramica del dibattito che a livello nazionale si è sviluppato sul tema durante il biennio di celebrazione per il 70esimo anniversario della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo». “Abbiamo voluto presentare – spiega l’Isuc – alcuni filoni di ricerca i cui risultati consentono di superare  l’oramai tradizionale visione agiografica e manichea della Resistenza, limitata ai pur importanti aspetti militari, grazie agli studi sulla composizione del partigianato, sulla violenza tedesca e fascista, ma anche dei partigiani e degli Alleati, sulla deportazione civile, politica e razziale».

Tanti ospiti Nella prima parte del convegno sono intervenuti Luca Baldissara, Filippo Focardi, Dianella Gagliani, Gianluca Fulvetti e Gianni Oliva, mentre nel pomeriggio la tavola rotonda ha visto protagonisti l’assessore alla Cultura del Comune di Terni, Giorgio Armillei, con Luca La Rovere, Claudia Mancina, Ernesto Galli della Loggia e Santo Peli. «Se muore la politica – è stato uno dei passaggi più interessanti dell’intervento di Galli della Loggia – muore anche la storia, e se muore la storia muore anche la politica. La storia ha bisogno di risposte, ma quale Paese oggi in Europa, a parte forse le terre anglosassoni, ha le capacità di dare risposte alla storia?».

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