La copertina del libro

di Re.Te.

Per la prima uscita ufficiale di ‘ThyssenKruppen: i tedeschi alle acciaierie di Terni’, il libro scritto da Walter Patalocco, che riassume i sedici anni di storia recente della più importante azienda umbra, hanno scelto un luogo ‘istituzionale’, anche se informale: il ‘caffè letteraio’ della biblioteca.

La presentazione E a parlarne – la presentazione si svolgerà mercoledì, alle 16,30 – hanno chiamato gente ‘che ne sa’: a confrontarsi con l’autore saranno, infatti, Alberto Stramaccioni, docente all’università per stranieri di Perugia e autore dela prefazione al volume; Lucia Rossi, della segreteria regionale della Cgil e Dante Ciliani, che proprio di Patalocco è stato il successore cone responsabile della redazione ternana de Il Messaggero.

Il libro Le acciaierie di Terni dalla Finsider ad Outokumpu, passando per la gestione da parte della ThyssenKrupp. La storia della privatizzazione delle acciaierie, raccontata da chi l’ha vissuta da cronista. Un argomento di scottante attualità, una disamina di avvenimenti, prese di posizione, schermaglie e dibattiti politici, scelte economiche, che aiuta a comprendere come si è arrivati alla situazione attuale.

Il passato «Il volume in diciotto brevi, ma avvincenti capitoli, scritti con un linguaggio semplice e informato ricostruisce la recente storia delle acciaierie ternane a partire dalla loro privatizzazione avviatasi nel 1995 dopo oltre un secolo in cui lo ‘stato imprenditore’ era divenuto il proprietario». L’autore, scrive Stramaccioni nella prefazione, «colloca la vicenda dell’industria metalmeccanica ternana all’interno della più generale politica della siderurgia di stato (negli anni della crisi del settore gestita dall’Iri di Romano Prodi e dal ternano Enrico Micheli) e avvia il suo racconto ricordando lo storico passaggio di proprietà il 10 gennaio 1995 dell’Ast, dall’Iri a un consorzio composto al cinquanta per cento dalla tedesca Krupp e da una società a cui avevano dato vita gli industriali siderurgici italiani Giorgio Falck, Luigi Agarini ed Emilio Riva». 

Il presente Ma i temi contenuti nel libro sono anche altri e riportano ad un presente che, ogni giorno, ripropone similitudini, a volte anche inquietanti, con la cronaca che in questi giorni si dipana sotto gli occhi degli osservatori. Tanto che come fa notare ancora Stramaccioni: «Lo svolgersi degli eventi e l’interpretazione che ne ha dato l’autore sembra dirci che ancora un volta Terni è costretta a fare i conti con la modernità e i cambiamenti oggi imposti dalla nuova globalizzazione dei mercati e dei consumi».

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