di F.T.
Per tutti è il ‘maestro’, parte integrante della storia della fotografia e del giornalismo in Umbria. Non solo per la capacità di raccontare gli eventi attraverso scatti unici. ‘Maestro’ lo è forse e soprattutto di vita. Per la disponibilità, l’etica e per quella parola che fa sempre riflettere, spesso offerta ai più giovani come un dono prezioso. Un po’ come le sue fotografie, trait d’union nello scorrere del tempo.
Il ‘maestro’ Lui è il 75 enne Enrico Valentini, fotografo e fotoreporter, a cui la fondazione Carit e il centro di cultura ‘Il Punto’ dedicano una mostra nella sede di palazzo Montani Leoni, in corso Tacito. All’interno, alcune fra le testimonianze più belle e significative, scelte in oltre 50 anni di carriera.
Le foto L’esposizione resterà aperta dal 27 aprile al 2 giugno, ogni sabato e domenica, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19. I contenuti sono stati curati dallo stesso Enrico Valentini, da Domenico Cialfi e Giuseppe Pennacchia che hanno compiuto un’accurata scelta all’interno di un vastissimo archivio fotografico di oltre 210 mila scatti, riconosciuto ‘di interesse storico’ dalla soprintendenza archivistica dell’Umbria.
La fondazione «È la prima volta che ospitiamo nella nostra sede una mostra fotografica – spiegano dalla fondazione Carit – Lo abbiamo fatto nella consapevolezza che gli scatti di Enrico Valentini sono in grado di suscitare un grande interesse di pubblico». La bellezza delle immagini e i soggetti rappresentati documentano oltre cinquant’anni di vita sociale, politica e culturale dell’Umbria. Dal ‘jet-set’ internazionale negli anni d’oro del festival dei Due Mondi, alle visite in Umbria dei personaggi più illustri della politica, del mondo religioso e della cultura. L’inaugurazione dell’evento si terrà venerdì 26 aprile alle 17,30.

Operatore degli anni ruggenti del giornalismo umbro e internazionale. Amico
fraterno dei giornalisti della stampa locale e nazionale con i suoi scatti
anticipatore della realtà aumentata, tecnica sopraggiunta soltanto in questi ultimi
anni.
Un caro saluto dall’amico Gastone Monaldi.