di Francesca Mancosu
Quanto possiamo dire di conoscere la storia contemporanea di Terni? Oltre le pieghe degli edifici ricostruiti dopo i bombardamenti della seconda guerra, oltre quanto resta del recente passato industriale, cosa c’è ‘sotto’? A rispondere a queste domande proverà il protocollo d’intesa ‘Terni sotterranea’;appena firmato dal Comune di Terni insieme alle associazioni Blob.Igc Progetto memoria; Club alpino Italiano, sezione ‘Stefano Zavka’ Gruppo grotte-pipistrelli e l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea; per lo studio, la tutela e la valorizzazione del vasto patrimonio ipogeo artificiale del nostro territorio, fra rifugi antiaerei, canali per usi irrigui e produttivi, acquedotti ed altre cavità artificiali che sono testimoniate dalle mappe catastali.
Valorizzare l’archeologia industriale Una firma che arriva a poco meno di due mesi di distanza dal 70° anniversario della liberazione di Terni dal nazifascismo (gli inglesi entrarono in città il 13 giugno del 1944). Il progetto comprende il censimento e la ‘valorizzazione’, dei rifugi antiaerei di Terni – secondo le carte conservate nell’archivio storico del Genio civile di Terni, nel 1943 furono censiti 81 rifugi pubblici, per una capacità totale di circa 12mila persone – ma anche il Canale Nerino, realizzato in quel di Pentima in relazione all’insediamento della Fabbrica d’armi, le vasche di carico e le condotte forzate della centrale di Papigno o quelle dell’ex lanificio Gruber.
Visite ai rifugi Un’idea che viene da lontano e che ha mosso i primi passi nel giugno 2012, quando per ricordare i bombardamenti aerei subiti dalla città durante il secondo conflitto mondiale Il Comune di Terni, Blob.lgc Progetto memoria, il Ggp, il Cai Terni e l’Isuc organizzarono una giornata di visita ai rifugi antiaerei della città e di discussione sul tema della Terni sotterranea. Iniziativa poi ripetuta anche nel 2013, con la riapertura eccezionale del rifugio di via Carrara, nella sede dell’ex carcere ora centro ‘La Siviera’, e di quello sottostante l’attuale palazzo Morelli (ex palazzo Canale-Gregori), nel corso dell’ultima Notte bianca.
Il protocollo d’intesa La delibera appena approvata dà immediata attuazione ad un protocollo d’intesa – della durata di mesi 36 – che porterà alla creazione di un gruppo di lavoro composto da esperti delle rispettive associazioni ed enti, per il censimento e la schedatura del patrimonio sotterraneo cittadino, dai canali per usi irrigui e produttivi agli acquedotti, passando per i rifugi antiaerei e altre cavità artificiali, facendo riferimento al gia catasto nazionale esitente. Ricchezze che sarà possibile scoprire grazie all’organizzazione di eventi culturali e visite sotterranee, e alla raccolta di testimonianze orali, fotografiche e video dei siti esplorati.
