Ventisei capolavori di Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Giovanni Boldini in mostra a Terni. Resterà aperta fino al 17 giugno, negli spazi di palazzo Montani Leoni, sede della Fondazione Carit, l’esposizione Tra Macchiaioli e Belle Époque. Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giovanni Boldini curata da Anna Ciccarelli e Ulrico Dragoni.

Capolavori di Fattori a Terni I ventisei capolavori dei maggiori rappresentanti delle due correnti artistiche sono arrivate a Terni dalle Fondazioni bancarie di Bologna, Cariplo, Ferrara, Firenze, Padova e Rovigo, Parma, nonché degli istituti di credito Bnl e Bpm e dai Comuni di Livorno e Porto Recanati. In particolare, la metà dei pezzi in mostra sono di Giovanni Fattori e rappresentano appieno la produzione dell’artista: dalle artiglierie in azione, ai soldati a cavallo, dalle vedute rurali, ai paesaggi toscani. Tra i più rappresentativi La fanteria italiana (1868-1873), Scogliera presso Castiglioncello (1885), Soldati su strada di campagna. A palazzo Montani Leoni anche i ritratti di Fattori e gli splendidi cinque disegni a tecnica mista raffiguranti volti di uomini e di donne tratteggiati con grande dovizia di particolari evidenti nella delineazione delle espressioni e delle mimiche.

Anche Signorini e Boldini in mostra Sei, invece, le opere Telemaco Signorini, soprattutto ritratti e scene campestri, vedute e paesaggi europei, interni con figure e ambientazioni architettoniche. Tra questi: Ritratto di pittore, Spiaggia scozzese e la splendida tela Non potendo aspettare ricca di effetti di luce che indugiano sui particolari dell’arredo dello studio dell’artista. Sei anche i dipinti di Boldini, tra cui le due vedute di Venezia con le gondole; tre splendidi ritratti di donne e un interno con figura. La Cantante mondana, realizzata dall’artista intorno al 1884, è un’opera che primeggia per raffinatezza e qualità accanto a Ritocchi al vestito da ballo del 1904.

Il ventiseiesimo dipinto in mostra a Terni è uno splendido quadro di Giovanni Fattori, acquistato dalla Fondazione Carit ed entrato a far parte della collezione d’arte ternana soltanto lo scorso 17 aprile. Si tratta di Sosta di cavalleggeri, pregevole tavola realizzata dal livornese tra il 1870-1872: un’opera di grande fedeltà realistica e raffinata esecuzione, dove il dato saliente è la resa fedele del motivo militare, colto nella massima naturalezza ed espressività umana e pittorica. Un risultato favorito anche dall’impiego del supporto di mogano, il cui fondo amalgamato con la materia assicura una resa cromatica luminosa brillante.

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