«Ci auguriamo che già da ottobre si possa aprire un approfondito dibattito per individuare soggetti, strumenti e progetti finalizzati a valorizzare i Segni barocchi a Foligno, dentro e fuori le mura».
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Eventi a giugno e settembre Così Massimo Stefanetti, direttore artistico del festival Segni Barocchi, al termine della 36ma edizione conclusasi il 19 settembre con il concerto dell’Orchestra da Camera di Perugia all’auditorium San Domenico. E il bilancio è estremamente positivo sia per il gran numero di soggetti che hanno contribuito alla realizzazione di decine eventi, alcuni dei quali concentrati nella decima edizione della Notte barocca, sia per il pubblico che ha risposto agli appuntamenti proposti dal festival.
Successo di pubblico per ‘Segni barocchi’ In questo senso Stefanetti afferma: «Questa edizione si è articolata in due periodi temporali, a giugno e a settembre, raccogliendo il gradimento di un pubblico attento e appassionato ha apprezzato le iniziative». Segni barocchi ha fatto capolino anche a Trevi, con il progetto di Vito Trombetta, sono stati particolarmente apprezzati sia i concerti di Daniele di Bonaventura, di Leggera brezza quintet e di Federico Bracalente sia la farsa di Luciano Cicioni rappresentata dalla compagnia teatrale Al Castello nella restaurata Villa Fabri.
«Si apra dibattito su valorizzazione» Ma il direttore Stefanetti è già proiettato al 2017: «Mentre ci auguriamo che gli spettacoli e concerti presentati possano continuare il loro viaggio in Umbria, in Italia e nel mondo, auspichiamo che si apra già dal prossimo mese di ottobre un approfondito dibattito – ha concluso Stefanetti – per individuare soggetti, strumenti e progetti finalizzati anche a valorizzare i segni barocchi della Città di Foligno, dentro e fuori le mura».
