di Maurizio Troccoli
E’ stata destinataria dell’accusa di avere messo la retromarcia alla cultura della Città. Di avere volto lo sguardo al passato in una Perugia che, negli ultimi anni, ha cercato di aprirsi al protagonismo giovanile nel mondo dell’arte e della cultura. Accuse che sono ascrivibili a operatori del mondo associazionistico e culturale della città, protagonisti nell’ultimo decennio di una nota vivacità creativa, ma anche all’ex assessore comunale alla Cultura, Andrea Cernicchi dalle colonne della rivista ‘Piacere Magazine’.
Il video L’attuale assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Teresa Severini, risponde quindi a quelle che ha definito «illazioni e menzogne» che riguardano una decadenza che travolgerebbe palazzo della Penna, luogo di rinascita, laboratorio sperimentale e ambiente dell’arte uguale a tanti altri che si possono trovare in Europa, giudicato oggi come emblema di una impostazione non contemporanea della cultura. Insomma, secondo chi non vede di buon occhio le scelte di questo assessorato, se prima qui si poteva incontrare la vitalità giovane, oggi, questo luogo, è frequentato da vecchi, non tanto e non solo dal punto di vista anagrafico, quanto delle idee. Accuse che non riguardano soltanto questo spazio, ma che si riflettono nelle scelte – a detta dei critici – compiute ad esempio sulle proposte della galleria Nazionale, sulla frequenza alle mostre e sul presunto ridotto protagonismo degli sponsor privati. A tutto questo risponde l’assessore Severini provando a raccontare la sua idea di Cultura per Perugia, il suo progetto da qui alla scadenza del suo mandato, partendo appunto da palazzo della Penna, attraversando le scelte compiute sugli artisti in mostra alla galleria Nazionale, le frequentazioni dei luoghi dell’arte oggi in questa città con protagonisti noti e contestati e giungendo, infine, agli aspetti economici, annunciando la possibilità di recuperare risorse dai fondi in arrivo su ‘Perugia capitale della Cultura 2015’. I particolari nella videointervista.
