Un'immagine del docufilm

di Anna Maria Rengo

Dai Prati di Stroncone, dove è stato girato, al prossimo festival di Cannes, dove si conta di poterlo presentare. Un percorso per affermare che la schizofrenia è una malattia che può essere curata anche non farmacologicamente e con la quale si può convivere. È l’inedito percorso del docufilm ‘Il canto delle sirene’ del regista e operatore psichiatrico Donato Robustella, che l’anno scorso ha girato proprio nella località montana la parte ‘fiction’ che si affianca alle interviste realizzate per raccontare le esperienze vissute nell’affrontare e combattere questa malattia.

Il docufilm Sarà presentato sabato, a Stroncone, nell’ambito dell’iniziativa ‘2013, diamo voce ai territori e alle comunità’, un modo insolito ma appropriato, da parte della locale Legambiente che la promuove, per festeggiare l’8 marzo con un momento di riflessione sulla condizione delle donne. «Le persone intervistate – spiega la presidente di Legambiente Stroncone, Maria Pia Piccio – sono infatti tutte di sesso femminile, di varia nazionalità europea. Siamo tutti in attesa di vedere il docufilm, di cui un trailer è già disponibile su youtube, anche se non sarà un’anteprima in senso classico ma, alla presenza del regista e con numerosi interventi in programma nel corso della giornata, l’occasione per approfondire il tema di questa malattia mentale».

La location Che i Prati di Stroncone siano stati scelti come set naturale è stata quasi una casualità: «Un collaboratore di Robustella ci ha chiesto aiuto per trovare una location adeguata e così lo abbiamo accompagnato un po’ in giro. Crocemicciola, i prati di Ruschio, alcuni casolari montani, sono risultati adatti alle sue richieste, da qui la scelta di Stroncone per delle riprese che sono durate un paio di mesi, nella scorsa estate». E lui, il regista, spiega che «avevamo valutato anche altre location, come per esempio in Lucania, ma i Prati di Stroncone ci sono sembrati i più adatti anche per una questione di budget e di vicinanza, visto che c’era da spostare una troupe di 30 persone. Il ‘Canto delle sirene’ è un viaggio documentaristico in un mondo fatto di paure, voci, deliri e allucinazioni. L’obiettivo è quello di raccontare come attraverso nuovi modelli di recupero, sia possibile facilitare il paziente a trovare formule nuove per vivere in modo dignitoso anche senza l’uso di farmaci».

Il programma L’appuntamento è nella sala del Circuito museale di Stroncone alle 10 del 2 marzo: alla proiezione del docufilm seguiranno riflessioni sul film e sulla condizione della donna in Umbria e nella conca ternana. Nel pomeriggio, ancora momenti di confronto e attività di animazione per i bambini.

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