Uno strumento utile per conoscere e capire le vicende recenti e l’attualità politica di un Paese, il Marocco, strategico per l’Italia. Da qualche settimana è uscito in libreria il saggio dello storico umbro Stefano Fabei «Storia del Marocco moderno dai protettorati all’indipendenza», edito da Irfan Edizioni (19,50 euro). Indipendente da circa sessanta anni, il Marocco gode oggi di una certa stabilità dovuta al fatto di essere stato finora preservato dal fenomeno delle «primavere arabe», i cui esiti contrastanti sono sotto gli occhi di tutti. Il Paese è retto dal re Muhammad VI, considerato dai sudditi il garante della pace, forse anche in considerazione del fatto che alla monarchia non sembrano esserci alternative praticabili, senza cadere nel fanatismo e nell’intolleranza registrati altrove.
La storia Il giovane sovrano, d’altra parte, da alcuni anni ha promosso una serie di riforme politiche, economiche e sociali che hanno garantito una certa stabilità, riducendo le possibilità di manovra dei gruppi integralisti vicini ai salafiti. Il libro di Fabei (che contiene una prefazione firmata da Massimo Campanini), ricostruisce la storia del Marocco e della sua lotta per l’indipendenza, con particolare riguardo al ruolo dei movimenti di liberazione nazionalisti, islamici e di sinistra, della monarchia e delle potenze europee, dalla Francia alla Spagna, dall’Inghilterra alla Germania e all’Italia. Dopo aver rappresentato l’origine e la caratterizzazione sociale, culturale e religiosa dei movimenti di liberazione marocchini, arabi e berberi, Fabei affronta i rapporti di questi con i regimi fascisti, la sinistra francese e spagnola, i Fronti popolari e altre forze politiche europee.
Il libro Il libro analizza inoltre il rapporto fra Islam, nazionalismo e lotta di liberazione, fra tradizione e modernità in quella parte del mondo arabo-islamico che è il Maghreb. L’importanza crescente del mondo arabo e islamico nell’attualità politica contemporanea ha portato numerosi studiosi a occuparsi delle realtà interagenti con più continuità nei confronti dell’Occidente, dedicando maggiore attenzione a Paesi e situazioni che compaiono con frequenza sulle pagine dei quotidiani e degli altri media. In tale contesto quello del Marocco rappresenta un caso abbastanza marginale considerando anche la collocazione alla periferia occidentale di quel mondo arabo che – Libia a parte – oggi vive specialmente a oriente le sue più violente e drammatiche contraddizioni.
Un utile strumento Eppure il Marocco ha un’importanza notevole per il mondo islamico, sintetizzando istanze politiche, culturali e religiose che, dalla seconda metà dell’Ottocento alla conquista nel 1956 dell’indipendenza, hanno interagito con gli Stati europei, soprattutto con la Francia e con la Spagna cui era demandato il controllo territoriale del Marocco. L’indagine scrupolosa di Stefano Fabei, corredata da un’appendice di documenti, permette al lettore interessato al mondo arabo e all’Islam di conoscere aspetti finora ignorati della storia del Marocco e del Maghreb, per esempio il fascino esercitato su questo dalla Germania nazista la quale a differenza delle altre potenze europee, Italia compresa, aveva agli occhi degli arabi il merito di non aver perseguito una politica coloniale nel mondo islamico. Un testo di facile lettura, utile strumento per comprende le ragioni che stanno alla base della stabilità di cui gode il Paese di Hassan II e Muhammad VI.
