La sesta edizione del festival Spoleto Jazz, dal tema “Jazz not war”, arricchisce il suo programma con un nuovo appuntamento: venerdì 7 novembre alle 21 si terrà il concerto del musicista inglese Anthony Strong, accompagnato dalla Colours jazz orchestra. Spoleto sarà lo scenario ideale per ospitare l’evento, durante il quale i grandi classici dello swing saranno reinventati con nuovi arrangiamenti, tra tradizione e contemporaneità.
Il concerto Anthony Strong, voce e pianoforte, dopo essersi esibito sui palchi di tutto il mondo, torna in Italia per la sua performance al teatro nuovo Menotti di Spoleto; questa volta accompagnato dalla band italiana Colours jazz orchestra, guidata dal direttore e trombonista Massimo Morganti. L’esibizione promessa spazierà da Cole Porter a Frank Sinatra: sarà una celebrazione della golden age dello swing, ma anche caratterizzata dalla rielaborazione dei grandi classici, rivisitati con arrangiamenti moderni e slanci improvvisi: lo stile elegante e swing di Strong si fonde con le composizioni originali della band, dando vita a un vivissimo laboratorio di jazz orchestrale che attinge a Sinatra, Mel Tormè, Nat King Cole e Oscar Peterson.
Festival Il Comune di Spoleto promuove il festival Spoleto jazz, che negli ultimi anni ha registrato grandi consensi e una crescente partecipazione tra gli amanti del genere: la manifestazione incoraggia la sperimentazione tra classici e linguaggio contemporaneo. In quest’ottica si inserisce la città dei Due mondi che, grazie alla sua storia artistica e culturale, offre lo scenario ideale per un’armonia tra musica, storia e spettacolo. Grazie al tema di quest’anno, “Jazz not war”, la città si fa portavoce di un messaggio di pace e concordia. Il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti sottolinea come «in un’epoca segnata da tensioni e conflitti, il jazz, con la sua storia di fusione, improvvisazione e dialogo tra strumenti e culture diverse, incarna perfettamente questo messaggio di speranza e armonia», proclamando la musica uno strumento d’unione che abbatte i confini e nasce dalla reciproca influenza tra tradizioni diverse. La città umbra ha quindi deciso di accogliere artisti da tutto il mondo, di stili e sonorità differenti, tra cui Lari Basilio, Micheal Mayo e il londinese Anthony Strong, per rendersi spazio di dialogo e solidarietà reciproca.
