Un centinaio di opere, di cui circa la metà inedite, esposte con un metodo che al criterio cronologico ha preferito un’articolazione per sezioni tematiche, natura di terra e di mare, sacro e profano. È stata inaugurata ieri a palazzo Collicola la splendida mostra «Giuseppe De Gregorio opere 1935-2004. Il gruppo di Spoleto. Ultimo naturalismo e informale al Premio Spoleto» risultato di un’articolata ricerca condotta negli ultimi anni dal curatore Massimo Duranti.
Le opere esposte provengono da musei e collezioni private, compresa quella della famiglia De Gregorio che ha messo a disposizione una quarantina di lavori dell’artista relativi sia alla stagione pre-informale che alle successive. Nelle sale del secondo piano di palazzo Collicola in cui è stata allestita la mostra, a ingresso libero e fruibile fino al 27 gennaio, si possono ammirare anche i rarissimi dipinti con cui De Gregorio partecipò alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma.
Una mostra antologica, preceduta da una selezione di opere storiche degli altri artisti del Gruppo di Spoleto, Filippo Marignoli, Giannetto Orsini, Ugo Rambaldi, Bruno Raspi, Bruno Toscano, sostenuta dalla Fondazione Carispo e dal Comune che, a cinque anni dalla scomparsa di De Gregorio, hanno voluto ricordare un’artista «stupendamente inclassificabile» come ha spiegato il direttore di palazzo Collicola, Gianluca Marziani.
«Legame sviscerato con la città» «Era una mia responsabilità rendere possibile tutto questo – sono state, invece, la parole della figlia Daniela De Gregorio – spero di avere interpretato al meglio i desideri di mio padre». La famiglia ha anche deciso di trasferire alla Fondazione Carispo tutta la propria collezione che, nei prossimi mesi, sarà esposta in alcuni spazi in via di allestimento nel cuore del centro storico. «Il legame che De Gregorio aveva con la città – ha spiegato Duranti – era sviscerato, realizzare la mostra a palazzo Collicola ha un grande significato». «Le parole di Duranti – ha concluso il presidente Dario Pompili – giustificano e confermano l’impegno della Fondazione Carispo».
