di M. Troc. e M.M.
Si pensava che Slvano Spada avesse fatto un autogol diffondendo la voce che nel pomeriggio avrebbe dato alle stampe una lettera aperta.
Critiche legittime Ed invece il direttore ha sorpreso, perché ha riconosciuto legittime le critiche mosse dalla stampa allo spettacolo ‘Intervista immaginaria a Marina Berlusconi’ motivando il perchè la prima del festival di Todi non abbia avuto il successo auspicato, ma anzi abbia prodotto un dissenso enorme. «Per correttezza di informazione ribadisco che il mio ruolo è focalizzato su due punti fare teatro sperimentando e promuovere il nome di Todi e dell’Umbria. Il primo aspetto non è stato quello che avrei voluto ma esistono i ruoli di indipendenza professionale soprattutto del regista». Se Spada avesse voluto, avrebbe potuto mandare tutti a casa, quando i protagonisti litigavano tra di loro. E invece ha confermato tutti tenendo conto delll’attesa che aveva il pubblico di verificare quello che sarebbe stato lo spettacolo.
Non ho fatto il censore «Sarei potuto intervenire con lo strumento del ‘protesto’, sostituendo il regista o uno o due attori. A parte i problemi di tempo – continua la lettera -, ho rispetto per gli anziani e non ho deciso di usare strumento». Spada riconosce che nelle diatribe tra regista e attori, la protagonista Lattuada debba essere esclusa, come anche i «bravissimi giovani attori Giacomo Troianello, Stella Piccioni e Giancarlo Picci ai quali, oltre all’apprezzamento del pubblico vanno anche i miei complimenti». In altre parole Spada nella sua lettera conclude: E’ vero abbiamo sbagliato un po tutti, avrei potuto usare il ruolo di censore, non l’ho fatto sperando che andasse meglio. Ma in fondo tutti hanno parlato dello spettacolo allora può essere considerato centrato l’obiettivo, promuovere l’Umbria e Todi».
