di Martina Dominici e Giulio Fortunato

Nato nel 2021, il progetto Signori, signore, chi è di scena?, voluto dalla fondazione Teatro stabile dell’Umbria per far conoscere l’arte dello spettacolo attraverso la voce degli attori, arriva al terzo anno di attività riscontrando un grande successo di pubblico. Bambini, adulti, studiosi o semplici curiosi vengono accompagnati dagli attori in un tour immersivo alla scoperta della storia e dei luoghi del teatro. Dagli spazi più comuni, come il foyer o i palchetti, a quelli inediti, tra cui la sala del ridotto e la cupola.
 
Quattro attori, Carlo Dalla Costa, Francesca Caprai, Caterina Fiocchetti e Matteo Ciccioli, sono le anime del tour. Il percorso parte dal teatro Morlacchi, nato come palco d’ispirazione popolare, contraltare all’aristocratico teatro Pavone. Il primo spettacolo che mise in scena, dopo la riapertura del 1874, fu l’Aida di Verdi, la cui locandina è ancora visibile ed esposta nella sala dei tavolini. Nello stesso anno il teatro cambiò nome da Civico teatro del Verzaro a teatro Morlacchi.
 
Gli attori propongono diverse tipologie di visite: il tour classico per adulti e le visite con focus su Shakespeare, Goldoni o Pirandello, e le richieste dalle scuole. Tra giocose incursioni in maschera per i più piccoli, spiegazioni approfondite per gli adulti arricchite da letture di fonti storiche, gli attori recitano pezzi teatrali con brani tratti dalla commedia dell’arte, dal teatro shakespeariano o pirandelliano. Visite per adulti o per bambini e famiglie si intrecciano in un’atmosfera di meraviglia che non risparmia nessuno. Ad arricchire l’offerta, anche lezioni spettacolo tenute nel ridotto o nella sala dei tavolini, in cui si ripercorre la storia del Teatro. A chiudere il percorso è a visita alla cupola lignea originale del teatro, risalente al 18esimo secolo, con le sue botole segrete e i suoi meravigliosi scorci sulla platea. Presto nel tour anche la possibilità di visitare i camerini, luoghi solitamente inaccessibili al grande pubblico.
 
 Particolarmente coinvolgente, per i più piccoli, l’irruzione in scena delle maschere della commedia dell’arte. L’attore Carlo Dalla Costa, responsabile della regia delle visite, spiega ai microfoni di Umbria24: «Il mio rapporto con la maschera nasce negli anni di formazione alla Nico Pepe. Lì ho conosciuto la maschera partendo dalla sua costruzione ed è stato subito amore. Credo fortemente nel valore della pedagogia della maschera – continua Carlo – in quanto strumento per raccontare la realtà. La maschera nasce ancor prima dell’attore e attraverso la copertura, disvela. Essa è un archetipo sociale: cha Arlecchino si chiami Arlecchino o Mohamed, che sia un lavoratore italiano o scappi da una guerra, il rapporto di potere rappresentato dalla maschera rimane lo stesso. Tutti in essa si riconoscono».

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