Renzo Arbore all'IMMaginario

di Maurizio Troccoli

Omaggio a Renzo Arbore, alla sua televisione, «intelligente, leggera, divertente, quella che oggi è difficile trovare», ecco la presentazione riservata al noto artista italiano all’interno dell’IMMaginario (non)festival di Perugia. Una «indietro tutta» nel tempo dedicata al modello di televisione coniato da Renzo Arbore; quell’«Indietro tutta» di cui sono state trasmesse alcune chicche durante la serata.

Polemica nel dietro le quinte Facendo riferimento alla «trasmissione di ieri sera», Renzo Arbore dice: «Ho visto che Vespa e quelli lì parlavano eccetera eccetera, ma lui era disinformato chiaramente, mi dispiace per Bruno Vespa perchè pensava che io avessi appeso le mutande al chiodo, ma io vado in giro per il mondo con la mia orchestra, faccio il presidente di Umbria Jazz, ho una linea di mobili, mi diverto con i miei amici e da grande voglio fare l’artista. Ecco perchè faccio poca televisione»

Arbore e gli amici Con lui anche Marisa Laurito, Maurizio Ferrini ed altri amici in un salotto di «metaspettacolo», di spettacolo cioè improvvisato sul tema dello spettacolo. Il presidente della fondazione Umbria Jazz si è tolto il cappello appena entrato in scena, salutando così i suoi «concittadini perugini», un modo per ricordare la cittadinanza onoraria che la città di Perugia gli ha conferito, ed anche la laurea honoris causa ricevuta dall’Università per Stranieri di Perugia, come ribadisce nella videointervista.

L’analisi sulla tv Tra tante gag, anche passaggi «seri», come seria è l’analisi di Arbore sulla tv: il problema, per lui, è stato avere abbandonato una tv di alto artigianato per cedere alla tv «industriale», schiava del commercio e dell’auditel. «Auditel – ripete Arbore – quanti delitti si sono compiuti in tuo nome!». E così che si evita l’avventura e in definitiva l’originalità, dice Renzo, per adottare format europei sempre uguali. Nè manca un filo di polemica, perchè Arbore ricorda il suo ultimo show per la Rai, Meno siamo meglio stiamo, che «doveva andare in onda alle 24,40 ma Del Noce per dispetto la faceva cominciare dopo l’una». Destino, sembra dire Arbore, di un modo di fare televisione sempre apprezzato a parole ma dopo tutto mai veramente seguito. Ma la serata, condotta da Marco Molendini, è stata soprattutto una sequenza disorganizzata di sketch, battute e ricordi tra il serio e, ancor più, il faceto. Con gran divertimento del pubblico e, con tutta evidenza, anche dei protagonisti sul palco. Ed oggi? Ad Arbore oggi piace ritagliarsi piccoli spazi in piccole reti satellitari, magari assieme a personaggi di suo alto gradimento come Elio e le storie tese.

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