Mauro Casciari qui con Severgnini

di Lucia Caruso

L’Italia di domani’ è quella in cui ci saranno «leader buoni e antipatici perchè cattivi e simpatici li abbiamo già avuto». «L’Italia di domani» è quella in cui le parole chiave sono le 8 t: ‘talento’, ‘tenacia’, ‘tempismo’, ‘tolleranza’, ‘totem’, ‘tenerezza’, ‘terra’, ‘testa’. ‘L’Italia di domani’ è quella in cui «il turismo è il nostro petrolio, insieme all’intelligenza dei giovani».

«L’Italia di domani» l’ha raccontata Beppe Severgnini in una esilarante intervista condotta da Mauro Casciari, alla Sala dei Notari di Perugia, giovedì 25 aprile, durante il Festival del Giornalismo, con il coinvolgimento del pubblico che ha twittato in diretta domande e curiosità. E per il giornalista italiano più seguito su Twitter non poteva essere altrimenti. Dalla vita privata, al rapporto con il social network, dalla situazione politica italiana ai problemi del mestiere del giornalista, attraversando le pagine del libro di Severgnini ‘Italiani di domani’, sono stati tanti i temi affrontati.

L’incipit prende spunto dalla provocazione delle 8 T, e diventa una sfida che Casciari lancia simpaticamente al giornalista. Quaranta domande che iniziano con la ‘T’ a cui dare altrettante risposte con la stessa lettera. Severgnini sta al gioco. E anche il pubblico in sala risponde divertito tra applausi sentiti e brevi commenti.

Politica «Al volante dell’Italia vorrei vedere mani nuove perché vorrei restarci a bordo ancora a lungo», con queste parole Severgnini racconta di un Paese in seria difficoltà, senza perdere e far perdere la speranza agli italiani, di un domani migliore. E incita i giovani, rivolgendosi in particolare a quelli classe ’90, a prendere in mani le redini del proprio futuro e di quello dell’Italia. Secondo il giornalista, nonostante gli avvenimenti degli ultimi mesi, la classe politica di oggi è senza dubbio migliore di quella dell’ultimo ventennio. Ma naturalmente non mancano le critiche agli attuali politici: «Se Amato è un participio passato, Marini il passato remoto, D’Alema l’imperfetto, Prodi l’infinito, Monti il passato prossimo, Renzi il futuro, Berlusconi il condizionale e Giorgio Napolitano l’imperativo (grazie Presidente!),  cos’è Enrico Letta? Il presente – ironizza».

Giornalismo Ai giornalisti in erba che gli chiedono del presente e del futuro del loro mestiere, Servergnini se da una parte commenta: «E’ una terribile bellezza fare il giornalista adesso», dall’altra sottolinea le difficoltà di questa professione ribadendo che «se a 25 anni vedere la propria firma su un giornale sembra il massimo, a 32 diventa una frustazione. Il mercato è duro – prosegue – oggi occorre lavorare sul talento».

La twitterview entra nel vivo mettendo in comunicazione i due giornalisti con la platea. Tante le domande che scorrono sul maxiscreen in sala. Ed è attraverso twitter, un social network con il quale Severgnini ha molta dimestichezza, e contando i suoi followers (ben 394.851), anche una certa passione nel gestirlo, che emerge la sua visione di questo contenitore capace di contenuti stimolanti, creativi e innovativi, «Twitter – sottolinea – è una spremuta fresca di pensiero».

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani Giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Impegnato nel campo della formazione al giornalismo digitale e multimediale.