di Danilo Nardoni
La storia di ripete. Così come si ripetono errori e orrori. Fa ancora più male però quando a commetterli sono rappresentanti delle istituzioni che oggi dovrebbero invece indirizzare il loro impeto e la loro aggressività verso altri problemi che affliggono gli italiani. Prima la testa, insomma. «Porci, sudici, pezzenti e miserabili». Erano così definiti le centinaia di migliaia migranti italiani negli Usa. Parole tristemente attuali, oggi in Italia usate nei confronti di altri migranti. Ma quasi un secolo fa, due di questi erano Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. La loro attualità, per il legame tra i loro nomi e l’ingiustizia, la discriminazione, la pena di morte, è ancora viva perché il loro stesso amaro destino spesso accompagna i migranti di oggi. Ed ora anche un’opera lirica arriva a ricordarci questa storia, che è una storia che si può leggere con gli occhi di un presente sempre più assente a se stesso. Si chiama appunto ‘Sacco e Vanzetti’ e, prodotta dall’International Opera Theater di Filadelfia, in prima mondiale assoluta andrà in scena al Teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve dal 24 al 26 Agosto (ore 21.30).
Teatro di Filadelfia Con la regia di Karen Lauria Saillant il teatro di Filadelfia è alla sua 15esima esperienza consecutiva di collaborazione con Città della Pieve. Quindici anni di grande impegno che hanno visto la presenza sul palcoscenico pievese di artisti di oltre 100 nazionalità. La mission infatti del teatro di Filadelfia è proprio l’internazionalità ed è per questo che artisti provenienti da tantissime nazioni si alternano ogni anno nella creazione di una Opera Prima, interamente preparata a Città della Pieve e poi replicata nel mondo. Un mese di duro lavoro quello a cui sono sottoposti gli artisti, ma anche di immersione di decine di “ospiti” internazionali e delle loro famiglie, accompagnatrici, nella collettività umbra.
Omaggio ai migranti Quest’anno andrà in scena il dramma degli immigrati italiani anarchici Sacco e Vanzetti, ingiustamente accusati e condannati, recentemente pienamente riabilitati, proprio perché appartenenti ad una collettività immigrata, quella italiana, ritenuta di nessuna considerazione in quegli anni di difficile convivenza negli USA. Con questa opera Karen Saillant, statunitense di madre italiana, vuole rendere omaggio all’Italia ed alla storia molto difficile dei suoi figli emigrati in una terra straniera. La compagnia, attraverso una nota, ha voluto ringraziare il Comune di Città della Pieve, «da anni sempre pronto a mettere a disposizione i migliori Spazi Teatrali e Culturali», la Associazione Turistica Pro Loco Pievese, «da sempre impegnata nel sostegno appassionato», ed alle centinaia di famiglie e cittadini pievesi «che con calore ed entusiasmo sostengono da 15 anni l’Intenational Opera Theater, con il vero calore di una collettività partecipe».
Concerto anteprima L’International Opera Theater, che da venerdì 24 a domenica 26 agosto presenterà al Teatro degli Avvaloranti l’Opera in prima mondiale ‘Sacco e Vanzetti’ (informazioni e prenotazioni all’info point di Città della Pieve: 0578.298840) ha in serbo anche un fuori programma per giovedì 23 agosto, ore 21.30, presso il Palazzo Vescovile di Città della Pieve (Spazio Kossuth), con un concerto della artista Yuliia Vasylcova, Primo Violino della Orchestra dell’International Opera Theater of Philadelphia. Il concerto prevede un repertorio di J.S.Bach. Ingresso libero. Il 23 agosto non è data scelta a caso: rappresenta infatti proprio il 91/o anniversario dell’esecuzione di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti sulla sedia elettrica dello stato del Massachussets e il 41/o dalla loro riabilitazione ad opera del governatore dell’epoca, Michael Dukakis. A influenzare la decisione di Dukakis fu, a quanto pare per sua stessa ammissione, il celebre e bel film di Giuliano Montaldo, ‘Sacco e Vanzetti’. Insomma, arte al servizio della verità. E come allora si spera anche oggi.
