Sono stati oltre 2.250 i visitatori andati ad ammirare l’opera inedita di Rubens al museo civico archeologico e pinacoteca di Amelia, siglando un record in ascesa di visitatori, sia italiani che stranieri, con oltre il 50 per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per ammirare ‘Allegoria della Fede. La Sibilla Persica’ di Pieter Paul Rubens c’è tempo fino all’8 gennaio.

Vittorio Sgarbi Il successo della mostra è stato già siglato da apprezzamenti di pubblico e critica, eventi collaterali, incontri, ospiti speciali, visite e didattiche con le scuole. La mostra, a cura di Vittorio Sgarbi, è promossa dal Comune di Amelia, nell’ambito delle iniziative di valorizzazione dei beni culturali della città e da Ameria Festival, l’annuale rassegna di musica, prosa e mostre d’arte, intitolata all’antico nome romano della città e coordinata da Riccardo Romagnoli.

Il quadro ‘Allegoria della Fede. La Sibilla Persica’, da 30 anni celata in una collezione lombarda, appare ora, riconosciuta da Giovanni Testori. È un capolavoro della prima maturità di Rubens, appena rientrato da Roma ad Anversa tra il 1611 e il 1614. Di insolente forma plastica, il ritratto di dama assunta rappresenta l’Allegoria della Fede cristiana, come testimonia il libro aperto con il disegno dell’Immacolata Concezione sul quale la nobildonna punta l’indice. Nel monocolo la Vergine è colta nel suo ruolo di dominatrice del male. L’esposizione, che si inserisce nel quadro delle iniziative festivaliere, è patrocinata dal Ministero Beni e Attività Culturali e Turismo Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, nonché dalla Regione Umbria e si avvale della collaborazione della Comunità Incontro. La produzione è affidata alla Società Sistema Museo.

Parla Sgarbi «Nella sua identificazione di Sibilla  – spiega Sgarbi – essa porta il mistero dell’incarnazione della Vergine. È un’allegoria della fede nell’allargata e suggestiva interpretazione di Giovanni Testori, ma sostanzialmente è la Sibilla Persica. Il pittore ce la mette davanti come una persona vera, un residuo del caravaggismo: è una donna non sgradevole o anziana, vestita lussuosamente, che rende questo dipinto vicino ai più belli di Raffaello, Veronese e Tiziano. Quindi un’opera ‘italiana’ di una grande artista di Anversa che ha superato la suggestione e l’ipnosi caravaggesca».

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