di C.P.

«Esiste una pagina della storia italiana che pochi conoscono: il primo eccidio nazifascista in Umbria, avvenuto a Mucciafora il 30 novembre 1943, quando truppe tedesche e fasciste circondarono il piccolo borgo montano, uccidendo sette civili e riducendo il paese in cenere». Ecco, a dare voce a questa storia è il regista ternano Riccardo Tappo e lo fa raccontandola con il documentario indipendente La Montagna Non Dimentica.

La Montagna Non Dimentica Tappo, pur vivendo da nove anni in Germania, nei suoi lavori ha sempre mantenuto un forte legame con il territorio e con storie di resistenza e solidarietà. «In Inshallah – spiega il documentarista umbro – ho raccontato i rifugiati in attesa di permesso di soggiorno nel piccolo paese umbro di Ferentillo. Ho poi attraversato le vertenze dell’acciaieria e le lotte sindacali con Lotta Senza Classe e Biografie di Lotta, in collaborazione con Matteo Saltalippi e Greca Campus. Infine ho filmato la rotta balcanica, in Bosnia, seguendo i volontari che ogni giorno aiutano i migranti nei centri di accoglienza: un gesto che continua la tradizione internazionalista da cui è nata l’Europa». Poi una nuova storia da raccontare. L’idea del documentario è nata spontaneamente: arrivato a Mucciafora in una fredda giornata di novembre e scoprendo la targa commemorativa, Tappo ha percepito l’urgenza di dare voce a una memoria quasi scomparsa.

Eccidio di Mucciafora Negli anni Quaranta, «tra le montagne umbre si nascondevano partigiani slavi e italiani, uomini in fuga dai campi di prigionia, uniti da un ideale di libertà e fratellanza. Mucciafora ospitava un contingente partigiano significativo, formato principalmente da combattenti jugoslavi, in gran parte montenegrini, guidati da Svetozar Laković, detto “Toso”, futuro comandante della Brigata Garibaldina “Antonio Gramsci”. Questi partigiani avevano scelto di restare in Italia per combattere il nazifascismo, mossi da un ideale di internazionalismo, e molti erano fuggiti dal campo di concentramento per civili di Colfiorito il 22 settembre 1943 o dal carcere della Rocca di Spoleto il 13 ottobre 1943.
Il gruppo di Toso si unì inizialmente, seppur per breve tempo, alla banda del capitano Ernesto Melis a Gavelli, prima di trasferirsi a Mucciafora. L’attacco del 30 novembre 1943 rappresentò il primo vero scontro del battaglione con le forze tedesche. Nonostante la dura sconfitta militare e le gravi perdite tra i civili, i partigiani riuscirono a disimpegnarsi e a fuggire verso il Monte Coscerno. Questa tragedia segnò una “dura lezione” per il battaglione, che in seguito adottò strategie più prudenti, evitando di stazionare a lungo nei
centri abitati».

La raccolta fondi Il documentario ricostruisce la vicenda attraverso interviste a discendenti, storici e testimoni, materiali d’archivio rari, ricostruzioni cinematografiche con attori e riprese in Umbria e in Montenegro, dove il gruppo di partigiani trovò origine. «L’intento non è solo quello di raccontare un evento storico, ma di risanare un trauma generazionale e di tramandare la memoria: la storia di Mucciafora ci parla di noi, della nostra società e di dove stiamo andando. Il documentario funziona come uno specchio rivolto a una ferita storica e cerca di ricomporre una narrazione frammentata dal dolore e dal silenzio». Per completare le riprese, ma anche per acquisire materiale d’archivio e coinvolgere una squadra di professionisti, il documentarista umbro ha bisogno di fondi. Per farlo ha lanciato una campagna su produzionidalbasso.com con l’obiettivo di
raccogliere 15 mila euro
. «Il contributo dei sostenitori – spiega – permetterà al film di essere portato nei cinema, nei festival, nelle scuole e nelle piazze, restituendo dignità a una vicenda storica troppo spesso dimenticata».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.