Secondo la vicenda ricostruita dal Tribunale di Terni, che aveva portato in primo grado alla condanna degli imputati, i quattro (tra cui un assessore), in concorso tra loro e con mezzi fraudolenti, erano riusciti a far aggiudicare l’appalto dei servizi di riscaldamento del Comune di Montecastrilli alla Società di cui due degli imputati erano rappresentanti. I fatti risalgono al 2014; lo scorso marzo è stata emessa dalla Corte d’Appello la sentenza di assoluzione ‘perché i fatti non sussistono’. La Procura generale di Perugia oggi presenta ricorso in Cassazione avverso la sentenza di assoluzione, perché «non terrebbe in alcun conto quanto emerso dall’istruttoria dibattimentale». Il riferimento in particolare è alle dichiarazioni dei testimoni e di un imputato oltre che i documenti acquisiti, più precisamente un documento rinvenuto nel computer di un imputato, oltre alle intercettazioni telefoniche. Tutti elementi dai quali risulterebbero elargiti dai responsabili della Società, verso i rappresentanti dell’amministrazione comunale, regali, promesse di denaro, sponsorizzazioni di sagre, in cambio di un favorevole esito della gara di appalto. Un risultato questo che sarebbe stato festeggiato dai quattro imputati con una cena. «Con l’articolata impugnazione presentata alla Suprema Corte di Cassazione – riferisce la Procura Generale – si contestano altresì al giudice di secondo grado errori interpretativi ed omissioni nella motivazione, si chiede l’annullamento della sentenza di assoluzione».

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