Valorizzare le migliori opere che affrontano le tematiche del sociale, dalla salute mentale all’immigrazione, dal disagio minorile alla prostituzione, dalle dipendenze alla diversità di genere, dalla disabilità alla marginalità e povertà. E’ questo l’intento del Perugia Social Film Festival, in programma dal 23 al 28 settembre nei tre cinema perugini: Zenith, Sant’Angelo e Méliès.
La rassegna L’evento è stato presentato in una conferenza che ha visto seduti allo stesso tavolo nella sede della fondazione Peugiassisi 2019 il direttore artistico Stefano Rulli, il padrone di casa Bruno Bracalente, Baldissera Di Mauro per la Regione Umbria, Marco Casodi, direttore organizzativo del Festival insieme a Raffaella Serra e Domenico Barberio del consorzio A&B network.
Madrina della rassegna la Cortellesi Dal 23 al 28 settembre, nelle tre sale cittadine Zenith, Sant’Angelo e Méliès, andranno in scena 34 opere, tra lungometraggi e corti, tutte con ingresso gratuito e con la possibilità di incontrare il regista a fine proiezione. Con trentaquattro titoli in cartellone tra lungometraggi e corti, il PerSo – Perugia Social Film Festival si attesta come la più imponente manifestazione cinematografica nazionale nel settore dell’impegno e della denuncia sociale. Un risultato importante per quella che in realtà è solo l’edizione di lancio della rassegna. Madrina della rassegna la popolarissima e brava Paola Cortellesi, presente a Perugia nel giorno inaugurale del Festival, in una giornata ricca di iniziative che la vedranno incontrare gli spettatori e girare promo per lo stesso evento perugino.
Perchè il cinema reale Un progetto voluto fortemente da Stefano Rulli, sceneggiatore di fama internazionale, presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e regista di ‘Un silenzio particolare’, film presentato a Venezia nel 2004, imperniato sul rapporto con il figlio Matteo, autistico dalla nascita. «Oggi le forze più vive del cinema italiano le troviamo tutte nei film documentari. La vittoria di Gianfranco Rosi a Venezia un anno fa ne è la prova e lo testimoniano i tanti, nuovi autori che, complice la crisi, trovano nel documentario la propria forma di espressione. In un periodo di trasformazione generazionale profonda il cinema fatica non poco a tratteggiare i propri personaggi: per questo è importante attingere da situazioni reali: c’è molta più efficacia, molto valore aggiunto, un lavoro quasi propedeutico al cinema che verrà».
Nel carnet di Perugia 2019 L’evento è stato inserito nel carnet di Perugia 2019, tra le sei candidature a Capitale europea della Cultura. In caso di vittoria è in fase di costruzione un progetto che possa dare al Festival una dimensione internazionale. Bracalente, in attesa della visita dei commissari europei, considera il PerSo Film Festival un tassello fondamentale per l’offerta culturale di Perugia 2019, convinto dei grossi margini di crescita che in futuro questo evento può avere, soprattutto in chiave internazionale, visto che già oggi si attesta ai vertici nazionali delle rassegne cinematografiche dedicate al sociale, con i suoi 34 film tra lungometraggi e corti.
I convegni Baldissera di Mauro ha confermato la forte volontà della regione e dell’assessorato alla cultura di puntare su questo evento, anche per ribadire la vocazione regionale alle tematiche affrontate dal Festival, quest’anno dedicato alle patologie psichiatriche. Sempre legata ai film, molto importante la parte convegnistica, illustrata da Barberio, sui 40 anni di psichiatria in Umbria, sull’allarmante destino dei detenuti psichiatrici a pochi mesi dalla chiusura dei luoghi di detenzione, fino al convegno di Libera sulle ludopatie. Significativa fin da quest’anno la sezione convegnistica: sono previsti un convegno e un seminario, entrambi in programma al cinema Méliès, con il rilascio dei crediti ECM alle professioni sanitarie. Il convegno, introdotto dal film “Fortezze vuote” di Gianni Serra, realizzato nel 1975 a Perugia, farà il punto su 40 anni di psichiatria in Umbria.
Due sezioni fuori concorso Ogni edizione avrà due sezioni fuori concorso: la prima dedicata a una determinata problematica – quest’anno individuata nel disagio psichico -, l’altra a un filmaker distintosi per le sue opere di carattere sociale. La retrospettiva di questa edizione è dedicata al regista Daniele Segre.
Seminari e incontri con autori Senza alcuna esitazione nel rivendicare il ruolo civile del cinema, tutte le proiezioni saranno accompagnate da incontri con gli autori, tavole rotonde, dibattiti e in alcuni casi veri e propri convegni e seminari. Compagno di avventura di Rulli sarà Mario Balsamo, regista del lungometraggio ‘Noi non siamo come James Bond’, premiato al festival di Torino 2013 e futuro presidente della Comitato che selezionerà i film in concorso per l’edizione del Festival 2015.
