Cresce in Italia e ancora di più in Umbria il consumo di beni culturali. Segno inequivocabile di un cambio di destinazione nei soldi da spendere per giovani e famiglie.

I numeri Complice la crisi è proprio il mondo della cultura che ha avvertito in maniera preoccupante la minaccia del declino. Ma dal 2015 la ripresa è netta. Nel Paese e ancor di più in Umbria. «Se infatti il 2015 ha segnato il record assoluto di 43 milioni di visitatori nei musei statali italiani, il 2016 si appresta a chiudere con un nuovo primato. Nel primo semestre i visitatori sono aumentati del 4% e gli introiti del 10%». A renderlo noto è il ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, in un messaggio inviato alla presentazione del XII rapporto annuale di Federculture.

L’Umbria Ancor più positivo il dato dell’Umbria se si estende il rilevamento ai primi nove mesi dell’anno: «Da gennaio a settembre, infatti, sono stati quasi 220.000 i visitatori nei luoghi della cultura statali nella regione, con un aumento pari al 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2015. Gli introiti sono aumentati del 25%, con un totale di circa 480.000 euro derivanti dai biglietti».

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