Lorenzo Robustelli

di M.Alessia Manti

Dal 1985 una città dell’Unione europea diventa capitale della cultura per un anno. Un anno durante il quale ha la possibilità di manifestare la sua vita e il suo sviluppo culturale. Notevoli i vantaggi in termini socio-culturali ed economici. Ma cos’è per Bruxelles la Capitale Europea della Cultura? Cosa significa candidarsi oggi, a fronte della crisi economica che investe l’Europa? L’abbiamo chiesto a Lorenzo Robustelli, corrispondente freelance da Bruxelles e direttore di Eunews.it, sito di informazione sull’Europa, a Perugia in occasione dell’ultima edizione del Festival internazionale del giornalismo.

Cultura, motore di ripresa economica Sembra proprio che la crisi economica che ha investito l’Europa abbia determinato un nuovo modo di concepire il progetto. Così, sfruttare la cultura come motore di rilancio e occupazione per i giovani, la categoria più coinvolta, potrebbe essere un vero e proprio antidoto alla crisi. Ce lo conferma il giornalista: «Quello della capitale europea della cultura è visto a Bruxelles come uno dei progetti importanti, in particolare in un momento di crisi occupazionale così pesante – ha sottolineato Robustelli -; da progetto per valorizzare il patrimonio culturale esistente a modo per sostenere la ripresa. E’ un buon volano, per quello che ho visto, anche se non si vince perchè si crea qualcosa che dura. Indubbiamente tra le candidate italiane ci sono città che si muovono meglio. Perugia mi pare sia una di quelle»

Una città che accolga Alla luce della sua esperienza ci dice come, secondo lui, deve essere una capitale europea della cultura. «Prima di tutto deve essere una città pronta ad accogliere. Quindi facilmente raggiungibile dal resto dell’Europa – ha detto – e con l’entusiasmo di lavorare nel lungo percorso. Quindi non semplicemente autoproclamandosi ma potendo contare sulla partecipazione entusiasta di tutti i cittadini».

Il web Da direttore di un sito web di informazione (www.eunews.it) conferma inoltre quanto sia importante l’ultilizzo del web. «Fare comunicazione in rete è fondamentale perché i nuovi media permettono di raggiungere ottimi risultati a basso costo. E’ importante dunque riuscire a diventare virali e offrire un sito con cui si possa accedere a qualsiasi informazione»

Lorenzo Robustelli Corrispondente a Bruxelles per alcuni quotidiani(Il Secolo XIX, il Riformista) e settimanali (Il Venerdì di Repubblica, Il Caffè). Capo redattore centrale e capo della redazione politica e interni dell’Agenzia Apcom e per due della redazione di Bruxelles. Per cinque anni è stato il corrispondente politico per la Reuters in Italia. Prima ha lavorato all’agenzia Dire e a il Manifesto. E’ stato capo ufficio stampa di due Ministri e dell’Agenzia Romana per la preparazione del Giubileo.

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