L'incontro

di M.Alessia Manti

Cento giorni per giocarsi il tutto per tutto e per convincere Bruxelles che Perugia può essere la capitale europea della cultura nel 2019. Si apre una nuova fase per Perugiassisi, a conclusione di un lungo percorso di ascolto e coinvolgimento capillare svolto in più fasi, quando mancano  solo cento giorni alla consegna del dossier alla commissione europea che giudicherà le aspiranti capitali.  Mercoledì 12 giugno al Centro congressi della Camera di Commercio di Perugia si è tenuta «Verso la Capitale Europea della Cultura 2019», una discussione pubblica del progetto e del programma culturale relativo alla candidatura di Perugia con Assisi e l’Umbria intorno. All’incontro sono intervenuti il sindaco del capoluogo umbro Wladimiro Boccali, l’assessore alla cultura della Regione Fabrizio Bracco, Mario Pera, segretario generale della Camera di Commercio di Perugia, Bruno Bracalente, presidente della fondazione Perugiassisi2019, il direttore artistico Arnaldo Colasanti, e  Nicolò Savarese, architetto dell’associazione Mecenate 90. L’evento è stato occasione per la presentazione del progetto strategico e del programma di candidatura.

Fare squadra «Fermo restando che la prima sfida della candidatura può ritenersi già vinta – ha affermato il sindaco Wladimiro Boccali – in quanto il progetto di candidatura ha potuto contare sulla collaborazione tra più soggetti con l’obiettivo di ragionare su un modello di sviluppo che deve trovare una nuova dimensione». Boccali si è concentrato poi sulla necessità di un’analisi critica e sull’aspetto propositivo a lungo termine che sta alla base della candidatura. «Bisogna continuare a lavorare insieme per un buon programma che non si limiti al 2019  – ha detto – ma per quello che ci chiede il sistema imprenditoriale». Sull’aspetto imprenditoriale della cultura e di candidatura come occasione di ridefinizione dello sviluppo e sulla necessità di rafforzare le caratteristiche positive che la regione già possiede per rilanciare la sua reputazione si è focalizzato anche l’intervento dell’assessore Fabrizio Bracco. «La cultura è un asse strategico per la regione e non va intesa solo come eventi o istituti culturali, ma in senso allargato, comprendendo ricerca e creatività».

Candidatura nasce da necessità Il presidente della fondazione Perugiassisi 2019 Bruno Bracalente ha illustrato l’impostazione di fondo del progetto ricordando che, come succede in genere, la candidatura a capitale europea della cultura nasce da una necessità». «E’ un’occasione necessaria, qualcosa di cui abbiamo bisogno perché ci costringe a guardare avanti, mettendo in campo energia positive e di collaborazione». «Non solo – ha aggiunto Bracalente – ci costringe all’internazionalizzazione e rilanciare la reputazione». Il progetto di candidatura delineato durante l’incontro verte sul «recupero dell’eredità storica rinverdendo le sue radici». Le attività previste nel progetto trasformeranno il centro storico in un ‘un living lab’. Il progetto simbolo in tal senso è quello che riguarda il recupero dell’ex carcere maschile di piazza Partigiani che si affianca a quello della digitalizzazione a servizio del cittadino e del visitatore. «Perugia con il suo centro storico si propone all’Europa come un modello di città che accoglie il visitatore del 2019 che sceglie di venire per far un’esperienza di immersione in ciò che è umbro» ha infine auspicato Bracalente che ha lasciato poi la parola a Nicolò Savarese, di Mecenate 90.

200 milioni per gli interventi Savarese ha illustrato il piano strategico della candidatura. Un work in progress che ha già comunque delle coordinate ben precise. «Il progetto è culturalmente ad ampio respiro, avrà nel 2019 il suo culmine e si struttura in tre direttrici fondamentali, macroprogetti con sottoprogetti – ha specificato, «interventi di riqualificazione da 200 milioni di euro. Il primo livello riguarda le strutture che accolgano la creatività dei giovani. Previsto un intervento che riguarda il centro storico e che l’amministrazione ha già cominciato ad attuare e favorendo la mobilità alternativa, il turismo che non diventa elitario ma di qualità e infine l’identità, rafforzando il dialogo e il confronto attraverso i gemellaggi».

Serve salto culturale Di salto culturale ha parlato Arnaldo Colasanti illustrando la struttura del programma. Il direttore artistico di Perugiassisi ha messo in evidenza il metodo del lavoro che ha messo in campo tutte le categorie di ricerca. «Non stiamo lavorando per il pittoresco ma per il recupero, una riedificazione laica e spirituale» – ha detto aggiungendo che «l’obiettivo è quello di dare all’Europa un nuovo prototipo, con il messaggio che fare cultura equivale a dare la sicurezza alle nuove generazioni. Il programma non nasce banalmente da una mediazione e dall’ascolto ma si poggia su un principio essenziale: lavorare come se stessimo vivendo nel 2019, sentire il progetto come di tutti, su tutti i livelli».

All’incontro hanno preso la parola: Stefano Benazzo (ambasciatore e membro comitato scientifico); Roberto Giannangeli (CNA), Mauro Tarsetti (dirigente Assessorato Cultura Provincia di Perugia), Antonia Modolo (professoressa Unipg), Salcito (park manager Città della Domenica), Endro Martini (Alta scuola specializzazione movimenti), Claudio Carnieri (presidente Aur), Brunello Castellani (CentralCom)

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