Alessandro Riccini Ricci

di M.Alessia Manti

Come vorremmo che fossero Perugia, Assisi e l’Umbria nel 2020? Come vorremmo cambiare noi stessi e i nostri progetti culturali? Come potremmo essere utili attori di questa candidatura? Sullo sfondo di queste domande ha vestito i panni di una vera e propria jam session «Il Capitale della Cultura», l’incontro organizzato dal Festival Immaginario all’interno dei «Giovedì della Capitale» che si è tenuto alla Sala sant’Anna di Perugia. Un incontro-ragionamento giocato sulla parola «Capitale» ideato da Alessandro Riccini Ricci con Marco Giugliarelli. Senza relatori ma con tanti messaggeri di idee per costruire il dossier di candidatura di Perugiassisi 2019. Obiettivo: invividuare, in un’ottica di apertura all’immagine futura che ognuno ha della propria città e dell’Umbria in genere.

Gli ospiti Si sono così alternati alcuni dei soggetti che operano nel settore culturale della Regione – Leonardo Alfonsi, Linda Di Pietro, Marco Tortoioli, Paolo Belardi, Fabio De Chirico, Francesco Torchia, Nives Tei, Marco Giugliarelli, Antonio Venti, Emanuele Montelione, Manuele Morbidini, alcuni dei nomi – che hanno utilizzato una di queste parole chiave : storytelling, partecipazione, innovazione sociale, connessioni fatte di password, community, rete 2.0, creative commons, mondo digitale. All’incontro erano presenti anche Bruno Bracalente, presidente della fondazione Perugiassisi 2019, la sua vice Stefania Giannini e il direttore artistico Arnaldo Colasanti che hanno accolto entrambi con positività l’iniziativa. Nelle due ore di incontro, introdotti da un mini concerto dal gruppo Sad, sono stati i descritti i progetti, quelli in corso di realizzazione e quelli che invece vorrebbero realizzare. Proposte di racconto condiviso che utilizzano la rete come luogo di partecipazione e di discussione. Un mix di teoria e pratica di modelli partecipativi.

L’obiettivo «La candidatura rappresenta un’opportunità di cambiamento del modo di fare cultura e produrre eventi, – ha detto Alessandro Riccini Ricci, la mente dell’ IMMaginario Festival -, nonchè un’occasione per fare innovazione sociale. Attraverso degli step in continuo divenire, il Lab di IMMaginario cercherà di individuare parole chiave per accedere al futuro, determinare un metodo partecipativo, predisporre un percorso di incontri, e attivare un vero e proprio social della creatività da condividere attraverso una piattaforma creativa – IMMaginario Tv – al fine di creare un progetto creativo diffuso nella città e nella Regione fatto di eventi off line e di produzioni on air».

La costruzione di un nuovo racconto Ogni progetto dovrà utilizzare un metodo coerente con l’obiettivo di condividere in rete contenuti e decisioni per strutturare un progetto attraverso una serie di appuntamenti tra il 4 aprile e il 6 giugno 2013. Il prodotto finale de «Il Capitale della Cultura» sarà un vero e proprio racconto fatto di progetti, desideri, speranze ed eventi diffusi sul territorio pensati ed ideati come un palinsesto tv, radio e web, una finestra da cui guardare alla Perugia e all’Umbria del 2020. «Noi siamo qui per accogliere le idee – ha dichiarato Colasanti – e questi progetti ci sembrano metodologicamente ottimi». Incontro che ha espresso bene gli intenti anche per Bracalente. «Guardiamo con interesse a questa iniziativa in vista della costruzione del dossier» ha detto il presidente.

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