di M.Alessia Manti
Il progetto di una città media europea. E’ così che Perugia, ‘con i Luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria’, con la consegna del suo progetto al Ministero per i beni e le attività culturali, si è candidata ufficialmente a Capitale europea della cultura per 2019. Ufficialità raggiunta, il lavoro – svolto nell’arco di quasi un anno, composto da 95 pagine dove sono messi nero su bianco il cuore e le ragioni di quest’avventura – si presenta alla città, all’Umbria e all’Europa. «Un progetto per l’Italia, non solo per la nostra regione. Lo presentiamo anche alle città concorrenti senza nascondere le carte – ha detto il presidente della fondazione Perugiassisi2019 Bruno Bracalente -, pensiamo di avere una probabilità elevata di superare già questa prima selezione. Poi approfondiremo il progetto per accreditarci a livello nazionale e internazionale. Si è arrivati al raggiungimento di una tappa ma non ci si ferma qui»
Un progetto per la Perugia e l’Umbria del futuro, per cui sono state messe in campo energie bipartisan. «E’ il frutto di un grande lavoro, corale e partecipato, di forte cambiamento nel segno della cultura e della creatività, perfino visionario, ma concreto e realizzabile» ha sottolineato Bracalente. L’essenza di questo lavoro è stato illustrato in conferenza stampa a palazzo dei Priori, in presenza del sindaco Wladimiro Boccali, degli assessori alla cultura della regione e del comune di Perugia Fabrizio Bracco e Andrea Cernicchi e del project manager della fondazione Perugiassisi2019 Lucio Argano – già scaricabile dal sito wwww.perugia2019.eu. – e suddiviso in sette in capitoli costruiti rispondendo a domande ben precise.
Perché la città si candida? Come si legge all’interno del bid-book, Perugia si candida «per mobilitare tutte le sue energie e quelle del territorio circostante per affrontare la crisi sociale che caratterizza la realtà locale e quella delle città europee di medie dimensioni. Non si tratta di fornire, semplicemente, una risposta a una crisi d’identità e di prospettive che Perugia vive a causa di molteplici fattori sociali ed economici che hanno investito recentemente l’intera regione, quanto, piuttosto, di imprimere una svolta culturale e reinventare il proprio futuro».
Lo slogan: Fabbricare i luoghi Come ogni sfida che si rispetti anche quella rappresentata dalla candidatura a capitale europea della cultura ha uno slogan. Quello portante di Perugia2019 è Fabbricare i luoghi. Uno slogan che «vuole sottolineare quel paziente lavoro di ricostruzione del tessuto sociale, culturale e urbano, con i tre modi di essere città posti alla base del concetto di candidatura».
Tre modi di intendere la città Il concetto alla base del progetto di Perugia 2019 si affida infatti a tre modi di declinare la città e il suo modo di rigenerarsi, ereditati come cultura urbana storica: 1. la città delle idee che genera pensiero creativo, capace di innovare il patrimonio delle conoscenze e dei modi attraverso cui le idee si traducono in realtà; 2. la città del dialogo che pratica il confronto tra chi, affermando la propria identità e i propri diritti di cittadinanza, partecipa democraticamente alla vita della comunità; 3. la città dell’accoglienza non solo come ospitalità ma, anche, partecipazione a una rete di città più ampia e comprensiva, dove si opera a sistema e si valorizzano tutte le risorse che i territori e le loro comunità possiedono e sanno esprimere.
L’innovazione del progetto – Il progetto di Perugia 2019, con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria, è innovativo: nel tentativo di concepire un modello originale di città media europea in rete con il suo territorio. Perugia 2019 è la città con 91 centri storici intorno, che si connettono, si aggregano e ricombinano, continuamente le loro relazioni, pur mantenendo salde le proprie singolarità; nello sforzo di tornare a fabbricare i luoghi Per Perugia 2019, i luoghi da costruire e ricostruire non sono solo quelli fisici che richiedono interventi di riqualificazione e recupero per essere restituiti alla comunità, quanto quelli sociali e di relazione tra persone, che devono condurre alla creazione di nuove agorà di dialogo, incontro e confronto.
Veniamo ai numeri «Il progetto di Perugia2019 in termini di costo prevede una spesa di 30 milioni di euro per quanto riguarda il programma culturale e circa 200 per la parte relativa alla realizzazione delle infrastrutture e il potenziamento della mobilità urbana. I cosiddetti luoghi della cultura e dello sviluppo della creatività. Come ha spiegato Argano «Il programma culturale si basa sulla sperimentazione. Non si tratta di un cartellone di eventi ma di una serie di ambiti progettuali relative a tutte le aree materiali e immateriali della cultura. E’un programma in fieri insomma, perchè alcune attività previste avranno bisogno di open call per svilupparsi. Un punto fondamentale che permette al progetto di arricchirsi di partecipazione, anche sulla base di eventi già consolidati nel territorio». La parola d’ordine dunque, in tema di eventi, è ‘sobrietà’. «La scelta della prudenza economica è stata fatta per rendere il progetto realizzabile» – ci tiene a ribadire Bracalente – «e per concentrare investimenti più consistenti alla realizzazione dei luoghi utili a far ripartire l’economia e il lavoro per i giovani». Nel budget previsto una parte è investita dal comune di Perugia. Molto orgoglioso è infatti il sindaco Boccali per “il metodo e la sostanza del progetto, innovativo a partire da un dato: i ceno soci aderenti alla fondazione Perugiassisi2019». E’ un esempio concreto del fare – ha dichiarato -,l’Europa ci chiedeva un progetto di popolo e on d’élite e noi ci stiamo riuscendo. E’ nella partecipazione di tutti i comuni dell’Umbria che vedo più luci che ombre». Rinnovata soddisfazione anche dalla regione che, come ha dichiarato l’assessore Bracco «ripone da sempre fiducia in quest’avventura». Presente alla conferenza anche il conduttore televisivo Antonio Lubrano, umbro acquisito da ormai molti anni e presentatore dell’incontro con la città che si terrà nel pomeriggio alla sala dei Notari, che ha sottolineato come «in un momento di confusione politica qui in Umbria si parla di politica in un altro senso» dicendosi felice di poter partecipare ad un momento così nobile per la regione.
La Fondazione Perugiassisi2019, il luogo di partenza La candidatura di Perugia 2019, con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria, è stata ideata e preparata attraverso un ricco sistema di interazioni con attori territoriali, nazionali, internazionali e con azioni concrete. Dopo il lungo e intenso lavoro di sensibilizzazione dei cittadini sull’importanza dell’azione ECoC, condotto dalle istituzioni con l’appoggio di tutte le forze politiche, un passo fondamentale è stato la costituzione della fondazione di partecipazione Perugiassisi 2019, da parte del comune di Perugia, del comune di Assisi e della regione Umbria, con il compito di sviluppare il progetto di candidatura e, in prospettiva, gestire il titolo, se riconosciuto. Con questa scelta si è voluto andare oltre un modello giuridico gestionale e iniziare fattivamente a fabbricare un luogo, inteso come spazio sociale, rappresentativo, di confronto e relazione.
