Un progetto in tre volumi per rendere omaggio alla figura e all’opera di Pietro Scarpellini. Si chiama «Scritti d’arte» e contiene quelli dedicati al Medioevo umbro il primo dei tre tomi che verrà presentato mercoledì 4 alle 17.30 alla sala dei Legisti di palazzo Baldeschi, a Perugia. Il volume è curato dal professor Francesco Federico Mancini (appena nominato nel comitato scientifico della Galleria nazionale dell’Umbria), che interverrà alla presentazione organizzata dalla Fondazione Orintia Carletti Bonucci insieme a Francesco Depretis, presidente della Fondazione, e ad Alessandro Tomei, ordinario di storia dell’arte dedievale all’Università «G. D’Annunzio» di Chieti-Pescara.
Progetto grandioso «A cinque anni dalla scomparsa di uno dei massimi studiosi dell’arte medievale e rinascimentale – scrivono gli organizzatori -, la Fondazione Orintia Carletti Bonucci e Volumnia Editrice inaugurano un grandioso progetto editoriale in tre volumi, a partire dalla raccolta degli scritti che furono capaci di “restituire un profilo, una sostanza e un’anima alla pittura umbra del Trecento”. Da San Bevignate al cantiere di Assisi, dagli echi della lauda al sermo rusticus fino alle fonti più colte della figuratività medievale, i saggi di Scarpellini guidano il lettore attraverso la qualità, il valore, l’essenza e il sentimento che animano affreschi, tavole e frammenti analizzati con passione e competenza ineguagliabili. Una summa scarpelliniana dalla quale emergono la limpidezza della scrittura, la proprietà e la precisione della parola, il lavoro metodico, acuto e instancabile al servizio dell’arte da capire, da amare, da riscoprire».
GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA, PRESENTATO IL NUOVO CATALOGO
Il volume Nel volume (diviso in due tomi, costo di 60 euro), oltre a saggi e articoli, un nuovo apparato bibliografico, un ricco corredo di immagini, indici analitici di nomi e luoghi: tutti elementi che rappresentano, per studiosi e appassionati, un prezioso strumento. Le altre due sezioni del progetto editoriale saranno dedicate al Rinascimento e all’età contemporanea. «Romano d’origine e di formazione – dice Depretis -, Scarpellini si legò alla città di Perugia non tanto e non solo per ragioni professionali ma anche per aver compreso che l’Umbria, era la terra giusta “per vivere”. Moltissimo egli fece per valorizzare e tutelare la sua patria di adozione. Memorabili le battaglie da lui intraprese per difendere i monumenti e il paesaggio dall’aggressione del cemento. Infaticabile e apprezzatissima fu la sua attività di divulgatore della cultura, straordinario il suo impegno nella ricerca».
Chi era Nato nel 1928 e allievo di Lionello Venturi, a Perugia Scarpellini insegnò storia dell’arte all’Università per stranieri e poi storia dell’arte medievale all’Università degli studi. Fondamentali le biografie Luca Signorelli, Perugino e Bernardino di Betto detto il Pintoricchio e l’edizione critica della guida di Assisi di fra Ludovico da Pietralunga, nella quale riannodò i fili della sterminata bibliografia relativa alla basilica francescana e ai cicli pittorici al suo interno. Di notevole valore anche gli studi dedicati al dialogo tra la poesia umbra medievale, le sacre rappresentazioni e l’arte e a Giotto e ai giotteschi. Tra le altre cose, nel 1959 Scarpellini è stato tra i fondatori della sezione di Perugia di Italia Nostra, presieduta per 23 anni combattendo contro le speculazioni edilizie degli anni ’60 e ’70.
