di Angela Giorgi
Restituiti alla città gli appartamenti di Aldo Capitini nella data simbolo del XX Giugno. Le stanze al quinto piano di Palazzo dei Priori, dove il padre lavorava come campanaro della torre civica e dove Capitini studiava e trovava rifugio durante il periodo fascista, sono state ristrutturate dall’architetto Annamaria Verrastro. «Capitini è stato il perugino e l’umbro più importante del Novecento – ha dichiarato il sindaco di Perugia Andrea Romizi – e tra i personaggi più significativi della nostra storia». Riscoprire l’identità di Capitini è essenziale anche per Marco Pierini, direttore della Galleria nazionale dell’Umbria: «Abbiamo giocato molto sul sentimento, recuperando la bellezza dello spazio ma anche la visione della città dal palazzo», spiega Pierini. «La stanza sotto il campanile è vuota e così rimarrà, senza “inquinamento” di carattere didattico». Le due stanze recuperate, la stanza adibita oggi a ufficio del direttore della Galleria e il piccolo vano nella torre campanaria, saranno visitabili su prenotazione. La sala dell’orologio, che attualmente ospita la collezione Martinelli, sarà invece aperta e restituita interamente a Capitini, con la possibilità di accedere tramite terminale al suo archivio digitalizzato.
Fotoservizio ©Fabrizio Troccoli






