di Daniele Bovi
Al RabbitFest servono 13 mila euro per sopravvivere e mettere in piedi la sesta edizione della rassegna internazionale dedicata al cinema di animazione, uno degli appuntamenti più interessanti del panorama culturale cittadino. Per il momento la certezza, esplicitata dagli organizzatori attraverso un comunicato, è che a giugno il festival non si farà. «Ci siamo temporaneamente, e sottolineo tre volte temporaneamente, arresi» spiega a Umbria24 Marta Freddio, una delle anime del RabbitFest. I problemi sono di due tipi: mancanza di risorse e di spazi. «Non basta la passione di chi organizza né quella di un pubblico fedele e curioso: le difficoltà – dicono – aumentano proporzionalmente con la crescita del festival e per mantenere uno standard qualitativo alto c’è bisogno di istituzioni che lo sostengano, di spazi accessibili, di agevolazioni e aiuti economici».
Spazi e risorse «Nemmeno gli spazi – dice Freddio – sembrano essere disponibili. Abbiamo parlato con l’assessore alla Cultura Teresa Severini e indirettamente con il sindaco Andrea Romizi, chiedendo notizie sul teatro Pavone e sull’auditorium di San Francesco al prato. Ci hanno detto che sono inagibili e che non ci sono i requisiti di sicurezza. Ma allora come mai altri eventi sono stati fatti lì? La situazione è assurda: non c’è trasparenza sulla gestione degli spazi». Quanto alle risorse, per allestire l’edizione 2014 gli organizzatori sono riusciti a raccogliere duemila euro attraverso un crowdfunding e il resto, 10 mila euro circa, grazie a piccoli sponsor. «Spicci per un’amministrazione e un festival di cinque giorni che può vantare ospiti importanti. La città – continua Freddio – dovrebbe rendersi conto che c’è un festival che vuole crescere, che ha contatti importanti».
Non rompiamo Anche la via della Regione, attraverso bandi e la legge 17 che garantisce fondi per lo spettacolo, è stata tentata, senza troppo successo: «L’assessore Bracco – sottolinea Freddi – ci ha detto che i soldi per il cinema sono pochi e che se li prende tutti il teatro. Loro ‘rompono’ di più, noi no. Però non mi pare una grande giustificazione». Per il 2015 poi, data la mancanza di soldi, non è stato ancora possibile bandire il concorso internazionale per cortometraggi d’animazione: «Gli artisti ci hanno scritto chiedendo notizie, ma noi non abbiamo i soldi per i premi». Dal 2013, anno della prima edizione del concorso, sono arrivate oltre 300 opere, segno dell’attenzione che c’è nell’ambiente per questo festival.
L’appello Il RabbitFest quindi si appella a Perugia per sopravvivere: «Sosteneteci». Allo scopo sono stati organizzati tre incontri (i dettagli in fondo all’articolo) con lo scopo di raccogliere fondi utili alla realizzazione dell’edizione 2015: «Magari – sostiene Freddio – riusciremo a farla in autunno. L’obiettivo è quello di allestire il festival entro la fine del 2015». «Non ci hanno mai scoraggiato i “no” come risposta – concludono gli organizzatori -, ma la poca disponibilità al dialogo delle Istituzioni, la scarsa considerazione e il merito non riconosciuto. Cosa resta da fare ad un operatore culturale quando non solo i contributi ma anche gli spazi della città gli vengono negati? Come può crescere una realtà culturale che è amata in Italia e all’estero ma non è supportata dalla propria città?». Di seguito i dettagli relativi ai tre eventi organizzati per raccogliere fondi.
30 aprile, ore 19.30, Auditorium Santa Cecilia
aperitivo + Miss Lisetto e Mr Rotella live
proiezione: ‹Hair High› di Bill Plympton
6 maggio, ore 19.30, PostModernissimo
aperitivo e proiezione ‹Idiots & Angels› di Bill Plympton
22 maggio, ore 19,30, T-trane Records
Installazioni video a cura del RabbtiFest
(in occasione della Mezzanotte Bianca di Borgo XX Giugno)
Twitter @DanieleBovi
