Venerdì prossimo, alle 16.30, nel Museo archeologico nazionale dell’Umbria, sarà inaugurata una nuova sala espositiva, interamente allestita con i bronzi etruschi di San Mariano, definiti dalla Soprintendenza archeologica dell’Umbria «uno straordinario complesso di materiali realizzati a fusione e in lamine lavorate a sbalzo». Si tratta di 275 pezzi di varia natura, di cui 180 posseduti dal Museo, rinvenuti casualmente nell’aprile del 1812 nel territorio di Corciano, ora esposti integralmente per la prima volta. In seguito a recenti indagini d’archivio è stato localizzato con precisione il luogo di rinvenimento. La ricca quantità di reperti, in parte smembrata a causa del mercato antiquario e conservato in vari musei europei, fu interpretato dal professor Vermiglioli, al tempo direttore del Museo di Perugia, come la sepoltura di un principe etrusco, esaltando la presenza di un sontuoso carro trionfale.
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La nuova sala Le approfondite ricognizioni, funzionali alla nuova esposizione, non consentono in realtà – spiega la Soprintendenza in un comunicato – di stabilire se si trattasse di un’unica sepoltura o di una tomba di famiglia, di più tombe, o di un nascondiglio di materiali preziosi, databili tra il 560 e il 500 avanti Cristo. Di certo i bronzi costituiscono una testimonianza dell’attività artistica di cui potevano disporre i “principes” della zona. L’allestimento, che si avvale di nuove vetrine appositamente concepite e autoilluminanti con tecnologia led, consente ora una lettura ottimale del dettaglio dei singoli oggetti, offrendo ai visitatori la possibilità di apprezzare la pregevole qualità dei manufatti, punto d’eccellenza della bronzistica arcaica etrusca, in particolare di quella realizzata nell’area dell’Etruria interna. Ai fini di una reale stima della consistenza del materiale sono state anche associate foto in grandezza naturale degli esemplari posseduti dagli altri musei.
