Cristina Galassi

Si intitolerà «Il tesoro perduto, requisizioni, dispersioni e alienazioni del patrimonio artistico umbro» e sarà tenuta dalla professoressa Cristina Galassi la conferenza, organizzata dal Rotary Club Perugia Est e dal Centro di ateneo dei musei scientifici, che si terrà giovedì alle 18 presso l’aula magna del complesso benedettino di San Pietro, a Perugia. La conferenza si pone l’obiettivo di illustrare il fenomeno della dispersione del patrimonio artistico umbro, analizzandolo attraverso alcuni episodi storici, come le cosiddette requisizioni napoleoniche, ma andando nello stesso tempo a evidenziare anche casi eclatanti di furti o alienazioni. Oggi capolavori assoluti di Perugino, Raffaello, Guido Reni, che si trovavano in Umbria, costituiscono lustro e vanto dei più importanti musei del mondo. Se nella prima requisizione, perpetrata nel 1796-1797 da Jacques-Pierre Tinet in base ai trattati di Bologna e Tolentino, vengono alienati i dipinti più celebri e più celebrati dalla storiografia artistica – Raffaello, Guido Reni, Federico Barocci e Pietro Perugino – nel 1812, quando fu inviato il direttore del Musée Napoleon, il futuro Louvre, Dominique-Vivant Denon, a partire per la Francia sono le opere rappresentative della scuola umbra anteriore e posteriore a Raffaello, come le tavolette della celebre Nicchia di san Bernardino, i dipinti di Caporali, Alunno, Signorelli, degli Alfani. Altrettanto sconvolgente fu il fenomeno della dispersione delle opere d’arte dopo l’Unità d’Italia, in seguito alla soppressione delle corporazioni religiose, soprattutto a causa della mancanza di leggi di tutela del neonato stato italiano. L’insieme di provvedimenti, incentrato sulla soppressione di enti religiosi colpì un patrimonio, quello delle corporazioni religiose che per committenza, storia, valore e diffusione costituiva parte notevole della ricchezza artistica italiana: monumenti, chiese, edifici, opere d’arte, arredi sacri vennero chiusi, abbandonati, espulsi, privati dell’uso, dell’appartenenza culturale e patrimoniale originari. Una grave emergenza conservativa, ma più in generale culturale e politica.

Chi è Professore di Storia della critica d’arte all’Università di Perugia, Galassi è stata docente all’University of Alberta ed è membro del Dottorato di ricerca in “Storia, arti e linguaggi nell’Europa antica e moderna» dell’Università di Perugia. Oltre a essere membro dei comitati di numerose riviste, è condirettore della rivista internazionale di Studi «Birgittiana» ed è direttore del Centro di ateneo per i musei scientifici e consigliere della Fondazione per l’Istruzione agraria di Perugia. Si è occupata di storiografia artistica, in particolare fra Sette e Ottocento, biografie d’artisti, letteratura di viaggio, riviste d’arte, museologia, con particolare attenzione per l’area umbra. I suoi studi hanno anche incluso numerose pubblicazioni su argomenti di scultura lignea e storia dell’arte umbra, con un’attenzione particolare per le dinamiche del collezionismo, della dispersione e della conservazione del patrimonio artistico, per la ricostruzione dei contesti storico-letterari e della committenza delle opere d’arte. Autrice di monografie sugli affreschi di Palazzo Trinci a Foligno, sulle requisizioni napoleoniche in Umbria, sullo scultore Nero Alberti da Sansepolcro, sull’artista manierista Nicolò Circignani (detto il Pomarancio), ha partecipato e organizzato numerosi convegni nazionali e internazionali, ha fatto parte del comitato scientifico e ha curato numerose mostre di storia dell’arte. Galassi è anche tesoriere nazionale della società italiana di Storia della critica d’arte.

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