L’associazione di promozione sociale Lingua in Corso ha presentato un nuovo progetto per il rilancio del centro storico. Ricordate via Bartolo e piazza Alfani, epicentri dei disagi e delle devastazioni notturne che hanno disastrato per anni l’acropoli? In attesa dell’annunciato arrivo del posto di polizia nei locali ex Onelio, ecco che si è insediato, ad un passo, un centro per l’insegnamento e la diffusione della cultura e della lingua italiane.
Una sfida per la rinascita dell’acropoli L’associazione di promozione sociale Lingua in corso ha deciso di raccogliere la sfida del centro da far risorgere trasferendo la sede e tutte le attività da corso Cavour all’inizio di via Bartolo, in un locale storico a una ventina di metri da piazza Danti. Non solo una scuola di lingua e cultura italiana per stranieri immigrati, ma anche per turisti con corsi mirati per singoli o gruppi, a seconda dei livelli con tanto di full immersion e corsi a domicilio. La scoperta e la valorizzazione del cuore dell’acropoli avviene anche attraverso lezioni itineranti di italiano alla ricerca degli infiniti tesori che offre il centro della città. Inoltre escursioni con guide turistiche nei luoghi storici e artistici del cuore verde, lezioni sulla cultura culinaria tipica umbra, lezioni a tema sulla storia, i personaggi e le particolarità della regione.
Le attività I locali dell’associazione sono a disposizione anche per giovani artisti, poeti e fotografi per mostre, declamazioni e attività varie. Già in corso una personale di scatti di Lucia D’Addezio, una giovane fotografa abruzzese e alcuni dipinti dell’ artista tuderte Viviana Grassetti .Soprattutto sono in cantiere progetti per il rilancio e la valorizzazione del centro, come luogo naturale non solo di turismo mordi e fuggi, piuttosto “base fissa” per tutti coloro che non si accontentano di una visita fugace, ma vogliono restare e apprezzare le bellezze dell’Umbria dal suo salotto migliore: corso Vannucci. E’ così che nascono ad esempio le lezioni itineranti alla scoperta degli infiniti tesori che offre – e sovente nasconde – il cuore dell’Augusta.
