Sono oltre 2.300 le presenze registrate nel primo weekend di apertura al pubblico della mostra ‘Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento’, in programma dal 14 marzo al 14 giugno 2026 alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia.
«La mostra – sottolinea il direttore dei musei nazionali di Perugia e dell’Umbria, Costantino D’Orazio – ha già centrato il suo obiettivo principale: quella di fornire ai visitatori l’occasione di estendere lo sguardo su un patrimonio diffuso in tutto il territorio regionale, permettendo loro di attraversare una straordinaria stagione, grazie a oltre 60 opere». L’iniziativa, alla quale è stata conferita la medaglia dal presidente della Repubblica, racconta una felice congiuntura nella storia della cultura che ha avuto per teatro l’Umbria tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, e, al contempo, è un pregevole esempio di collaborazione istituzionale e territoriale. «Così come Francesco trasforma il rapporto dell’uomo con il creato, riconoscendo la sacralità della natura, Giotto, con il tratto del suo pennello, restituisce carne e umanità al divino, inscrivendo l’eterno nel volto degli uomini. È congrua la scelta della parola rivoluzione nel suo significato di eterno ritorno, solo accogliendo questa prospettiva potremmo attraversare e leggere le eccezionali opere dell’esposizione» ha affermato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
